Il Decamerone

TEATRO

239_DecameroneAbbiamo assistito al Comunale di Thiene ad uno spettacolo fatto di storie raccontate. Marco Balliani che ha dimostrato una buona mano registica, sceglie un bravo Stefano Accorsi per diventare narratore di sette delle cento novelle tratte dal Decamerone, il capolavoro di Giovanni Boccaccio che racconta di come dieci giovani per sfuggire alla peste del 1349/1353 a Firenze si ritirino in campagna dove trascorreranno dieci (da qui Decamerone) giornate narrando delle novelle per ingannare il tempo.
Le novelle scelte sono molto ricche per la varietà degli episodi e hanno dato vita ad uno spettacolo dove non troviamo niente da ridire, tutto è filato liscio, e anche il linguaggio trecentesco fiorentino è diventato un “italico” fluido e comprensibile.
Le vicende narrate da una compagnia di teatranti sgangherati, sempre alle prese con il mettere qualcosa sotto i denti, raccontano la vita quotidiana e i difetti dell’uomo, i vizi e le virtù, le passioni, le beffe, l’ ingenuità le cornificazioni, in cui non si guarda in faccia nessuno pur di arrivare allo scopo, dove si usano dei tranelli studiati per mettere in difficoltà l’antagonista, ci sono molte allusioni e riferimenti con questa attualità; si passa da episodi comici a scene tragiche, come quello in cui un contadino si finge muto e sordo pur di entrare in un convento di suore, e dove riuscirà a conquistarsele tutte, oppure quella in cui una ragazza pianta nel basilico la testa del suo fidanzato garzone uccisole dai fratelli; i luoghi delle storie spaziano attraverso l’Italia tutta. Sulla scena scarna troviamo soltanto un pullman degli anni 70, che si adeguerà con pochi ma efficaci accorgimenti a seconda delle esigenze della trama,lo abbiamo visto trasformarsi in confessionale, camera da letto, convento…
La compagnia ha la capacità di non scendere mai nella volgarità, anche se il testo lo avrebbe consentito, la forza di questo spettacolo è stata la coralità interpretativa che per noi è indispensabile; tutti gli attori hanno interpretato più ruoli, a volte bastava un lenzuolo per essere prima prete, suora, poi Arcangelo Gabriele.
Stefano Accorsi è stato un eccellente protagonista narratore, ma tutti sono stati all’altezza, hanno strappato gli applausi a scena aperta in più di qualche momento; merita di essere citata Silvia Briozzo che ha ben caratterizzato Elissa la generosa, anche se dobbiamo dire che era aiutata dalla sua fisicità, ci ricordava l’attrice Margaret Rutherford in Miss Marple, ma tutto il cast ha il merito di una citazione, il fedele di Salvatore Arena, la giovane di Fonte Fantasia, lo scaltro di Mariano Nieddu, e l’innamorata di Naike Anna Silipo
Moltissimi gli applausi alla fine, pubblico contento e visi sorridenti degli attori, all’uscita lunga fila al femminile verso il camerino di Stefano Accorsi per autografi e selfy… merito della fama e della popolarità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *