Il dispatrio

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125_Dispatrio Al peggio nonsembra esserci mai fine! Dopo l’esito delle elezioni politiche di febbraio in cui abbiamo visto naufragare ogni nostra speranza di una svolta in senso progressista della politica italiana, speravamo in un possibile cambiamento attraverso la elezione del nuovo Presidente della Repubblica. E invece a Giorgio Napolitano è succeduto … Giorgio Napolitano.
Siamo stati tra quelli che hanno sempre ammirato il presidente della Repubblica uscente, soprattutto la sua vera e propria “resistenza” nella difesa della Costituzione, anche quando qualcuno voleva piegarla al suo interesse, e sentiamo con grande amarezza il fatto che la sua rielezione per noi rappresenti una sconfitta politica.
Napolitano, da presidente, dopo le recenti elezioni politiche, ha sempre sostenuto un governo di “larghe intese”, cioè un governo con Pd e Pdl, come insistentemente voleva anche Berlusconi e tutta la claque propagandistica che riesce a smuovere.
Un governo con Berlusconi sarebbe esattamente il contrario di ciò per cui noi abbiamo votato, ed abbiamo ammirato l’onestà politica di Bersani che, da premier incaricato, non ha mai preso in considerazione questa eventualità, per quanto si dichiarasse possibilista sul fatto di concordare con il Pdl un nome come successore di Napolitano.
Quel che è successo nei giorni delle elezioni presidenziali a noi sembra uno spettacolo indegno di un paese civile, con veti su persone che si incrociavano con altri veti. Il massimo lo ha comunque raggiunto Matteo Renzi che, da ducetto in pectore, ha posto il suo veto personale su due membri del suo stesso partito; noi non abbiamo memoria di tanta stupidità politica.
Il risultato è stato che, impallinato dai suoi, Bersani si è dimesso e Napolitano è stato ri-eletto Presidente della Repubblica.
Noi restiamo profondamente convinti che ogni possibilità di riportare la democrazia in Italia entro i limiti della serietà politica, passi per il superamento, non tanto di Berlusconi, ma del berlusconismo, che della democrazia italiana rappresenta la profonda degenerazione.
Invece si sta sempre più delineando la probabilità che, per l’ottusità politica di Beppe Grillo che vive nel mondo virtuale di Twitter, si sia perso il senso della realtà e si rischi di riconsegnare il paese in mano a Berlusconi, magari con Renzi come premier.
Per questo, profondamente delusi, abbiamo optato per un momentaneo “dispatrio” politico, rifugiandoci nella dimensione europea, che ci è più congeniale e da dove possiamo anche noi ridere di fronte allo squallido teatrino politico che si sta svolgendo in Italia; e questo finché non si ricreeranno le condizioni minime per un nostro interessarsi di politica.

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