Il giuoco delle parti

TEATRO

fotoHR5La stagione di prosa al Comunale di Thiene prosegue con le manipolazioni dei testi; dopo Doppio Sogno e Re Lear rispettivamente di Arthur Schnitzler e William Shakespeare, ecco ‘Il Giuoco delle Parti’ di Luigi Pirandello.
Nelle note degli autori leggiamo che si tratta di un adattamento; Umberto Orsini attore, Roberto Valerio regista, Maurizio Balò curatore delle scene, ci dicono che la rappresentazione in scena stasera non è “di” ma “da” “Il Gioco delle Parti” di Luigi Pirandello.
Spiega Orsini “ la mia è una ricerca continua di linguaggi che stanno dentro una tradizione, la mia è dedizione al teatro”.
Noi non avendo letto il testo originale non possiamo fare confronti sulla trama.
Quando si apre il sipario troviamo una scenografia fatta da alti pannelli mossi da un sistema meccanico che si combinano fra loro per rendere il cambio degli ambienti; passeremo dall’interno di due case ad un ospedale psichiatrico dove troveremo Leone Gala, un vecchio signore dall’aspetto cosi perbene da essere quasi irritante, e con la passione per le uova alla coque, seduto su una sedia a rotelle rievoca attraverso la sua voce registrata, i ricordi del suo passato che non è per niente passato, ma è una ossessione dentro di lui.
I suoi ricordi ci trasportano ai fatti avvenuti nel lontano 1918; siamo Sicilia, dove troviamo il più classico dei triangoli: lui, lei che tradisce il marito con il suo migliore amico, Guido Venanzi.
Leone Gala apparentemente sembra accettare la situazione, ma questa passività e questa mancanza di gelosia da parte del marito produrrà in Silia che è una bella donna, procace e insoddisfatta, un effetto indisponente e fastidioso perché sa che la sua libertà è solo apparente, perché Leone è sempre presente, e lì che guarda, che aspetta; e quando essa subirà l’ offesa di venire scambiata da un nobile ubriaco e abile spadaccino per una prostituta, cercherà di trascinare il marito in un duello, sperando nella sua morte.
Leone capirà che è arrivato il momento della sua vendetta e dirà che non ha nessuna intenzione di battersi per lei, ma tocca al suo amante, essendone l’utilizzatore finale difenderla dall’offesa ricevuta.
Dirà che nel gioco della vita ognuno ha la sua parte, e quella di Guido Venanzi sarà quella di andare al duello, in cui l’uomo morirà.
La maschera di perbenismo del signor Leone Gala cadrà e troveremo un uomo cinico, inquietante, folle e sinistro, ma con il sorriso sulle labbra, lo lasceremo nella sua stanza in clinica mentre si appresta a gustare il suo uovo alla coque, ascoltando musica classica.
Umberto Orsini è un interprete raffinato, i suoi sessant’anni sul palco si fanno notare, si può tranquillamente dire che lui è uno dei grandi del teatro italiano; ci è piaciuta molto Alvia Reale che ben ha reso una Silia provocante, seducente e sfrontata; meno incisivo Totò Onnis, il Guido Venanzi nella parte dell’amante di lei.
Lunghi e convinti gli applausi hanno salutato gli attori sul palco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *