Il malato immaginario

TEATRO

il-malato-immaginarioUna buona stagione teatrale 20014/15 vista al Comunale di Thiene, chiude con un testo classico del teatro; “ Il Malato Immaginario” capolavoro scritto da Molière attore e drammaturgo francese che debuttò nel 1673 con lo stesso autore come protagonista. Si tratta di un’opera senza tempo, come senza tempo è la collocazione della trama; l’elegante scenografia tutta sui toni del grigio con una bella poltrona rossa che spicca al centro del palco e i bei costumi, semplici lineari, molto curati indossati dagli attori, che non ci permettono di datarla; ma questo poco importa, la regista Andrèe Ruth Shammah riprendendo questo spettacolo, che realizzo la prima volta nel 1980, e mantenendo intatta la scena di Maurizio Fercioni ci regala una piacevole serata teatrale. Un Gioele Dix molto bravo ( curiosamente, era in scena anche nel Malato di allora) non interpreta Argante, lui lo è; il suo Argante è un uomo sano e anche un po’ tonto, convinto di avere tutti i mali del mondo, sempre in camicione bianco, seduto sulla sua poltrona a rotelle, tra unguenti, alambicchi, termometri, clisteri, circondato da una corte di medici dai nomi molto eloquenti come Dott. Purgone, Dott. Diarroicus, o il Farmacista Olezzanti, che fanno di tutto per spillargli quattrini, lui è una figura ipocondriaca fino a rasentare la follia, è avaro ed egoista, vive con la seconda giovane e avida moglie che oltre a mettergli le corna, spinge perché la povera Angelica, sua figlia, prenda i voti per poterne poi ereditare tutte le ricchezze .
L’egocentrico e insensibile Argante vorrebbe anche che Angelica sposasse Tommaso, il figlio del Dott. Purgone, per poter avere un medico sempre a disposizione senza doverlo pagare; il tutto senza però tener conto dei sentimenti della figlia che si dichiara invece innamorata di Cleante.
Per fortuna che c’è Tonina serva/padrona, attenta furba e dominante che sistemerà il tutto, indurrà Argante a fingersi defunto perché solo così potrà osservare la reazione alla notizia, della figlia e della moglie, e scoprire così i loro veri sentimenti. Gli dirà.” vi occorre una testimonianza ulteriore per capire la verità?” La trama vuole che la verità vinca sempre.
Abbiamo visto una commedia tragicomica, abbiamo visto rappresentare la fragilità umana, l’egoismo e l’angoscia esistenziale; il pubblico ha riso e si è divertito, anche se in qualche momento la recitazione di qualche personaggio è stata un po’ sopra le righe, ma secondo noi non è stata oltrepassata quella linea che c’è fra personaggio e macchietta. Su tutti citiamo Gioele Dix e Anna Della Rosa (Tonina), ma tutto il cast ha fatto il proprio dovere … molti e calorosi gli applausi

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