Il matrimonio che vorrei

CINEMA

Un tema serio trattato alla Beautiful. Questa è stata la nostra impressione sul film “Il matrimonio che vorrei” in programma al Cinema S. Gaetano nell’ambito dei Cineincontri 2013.
Il tema serio è quello del rapporto di coppia che la routine alla lunga riesce a logorare, senza che per questo si arrivi necessariamente a crisi o a rotture.
Kay (Meryl Streep) ed Arnold (Steve Carell) sono quel che si dice una felicemente sposata da 31 anni, con due figli sistemati che li hanno resi nonni; abitano una casa magnifica il riva al mare e godono di un certe benessere, dato soprattutto il lavoro in banca del marito.
Eppure… tra la coppia si insinua la routine che riesce a logorare il loro rapporto ormai spento; il problema è sentito più da Kay, casalinga, che da Arnold, il quale è diventato una specie di automa, e che alla sera si ad-dormenta davanti al televisore guardando il golf. Naturalmente i due dormono in camere separate.
Un bel giorno Kay viene a sapere che nel Maine un certo dott. Feld è specializzato a trattare questo tipo di problema di coppia in una settimana intensiva, tanto da scrivere un libro in merito, il cui titolo è anche il titolo del film.
Kay riesce a trascinare Arnold nel Maine nello studio del dott. Feld. Naturalmente Arnold, come da copione, non avvertendo il problema, è non solo scettico, ma anche decisamente ostile a sottoporsi a questa terapia di coppia.
Le solite difficoltà, i momenti di sconforto, una apparente rottura. Kay è più pronta e collaborativa perché soffre il problema, anche come fatto personale di donna che invecchiando è meno attraente, mentre Arnold è più resistente alle sollecitazioni perché lo costringono a guardarsi a fondo, ciò che da uomo pragmatico non è abituato a fare.
Non è quindi senza difficoltà che la coppia, tra goffaggini e tentativi vari, riesce alla fine a fare all’amore con trasporto e sulla spiaggia, officiante il dott. Feld rinnovano con figli e nipoti la promessa matrimoniale.
Quello che non ci ha convinto non è solo l’apparato tutto americano di manuali e di psicanalisti, ma soprattutto che il rapporto di coppia sia ridotto al solo problema del sesso, quasi che una coppia funzioni solo se fa sesso.
Noi crediamo che i rapporti sessuali siano solo un aspetto della convivenza tra coniugi, che ha molti altri aspetti tra cui la stima e il rispetto reciproci.