Il metodo Catalanotti

SCAFFALE

Riesce ancora a sorprendere! Stiamo parlando di Andrea Camilleri che, dopo oltre 100 romanzi, riesce ancora a trovare spunti per sorprenderci.
Il suo romanzo “Il metodo Catalanotti”, edito lo scorso maggio come sempre, o quasi, dalla Sellerio di Palermo, ha dominato le classifiche di vendite per quasi tutta l’estate.
Apparentemente è la solita inchiesta del commissario Montalbano, con tutti i soliti personaggi del commissariato di Vigata, compreso il donnaiolo Mimì.
Ad essere ucciso stavolta è uno strano personaggio, Carmelo Catalanotti, di professione usuraio ma nel contempo responsabile della filodrammatica locale, i cui attori egli dirige con un suo particolare metodo.
Torna il Camilleri che fu autore teatrale e che qui ci propone una teoria teatrale basata sulla “non sulla mimesi delle azioni sceniche, ma sull’identificazione delle passioni più oscure degli attori con il similvero della recita.”
Catalanotti è addentro nelle teorie teatrali avanguardiste di Novecento, convinto della “necessità di lavorare sull’attore, indotto a confrontarsi con le sue verità più profonde ed estreme.”
La spiegazione di queste teorie teatrali, entro cui si trova il bandolo dell’omicidio, si intreccia nel romanzo con una sbandata amorosa di Montalbano, che dimentico di Livia, si abbandona ad una relazione con una collega.
Il commissario Montalbano non era mai stato sordo alla avvenenza femminile, ma qui la relazione diventa seria, quasi profonda. Al punto di vedersi vecchio di fronte alla nuova compagna, e tentare di adeguarsi sia nell’abbigliamento che nel look, ad uno stile più consono e moderno.
È un Montalbano difficile da riconoscere per chi lo segue da tempo. Che a 50 anni ormai suonati cominci a non vedersi più tanto giovane e prestante, è sempre stato un suo vezzo più o meno confessato; ma ora la cosa diventa più intensa perché il ‘vecchio’ tenta di sentirsi all’altezza della giovane donna che sta corteggiando.
Con in più il fatto che per il commissario quella che è l’intensità di un amore maturo, se non proprio senile, per la compagna è solo un diversivo più o meno piacevole in vista di un atteso trasferimento.
Sullo sfondo la sempiterna relazione con Livia, che al telefono, con un intuito tutto femminile, riesce a capire la situazione che non sembra più disposta ad accettare.
È questo intensificarsi dell’aspetto umano del commissario Montalbano, secondo noi, la vera novità, ma anche il fascino di questo romanzo di Andrea Camilleri, tanto da mettere in sottotono la pu interessante teoria teatrale che ha portato all’assassinio di Carmelo Catalanotti.

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