Il prezzo

TEATRO

Umberto-Orsini“Il prezzo”, l’opera teatrale del grande drammaturgo americano Arthur Miller, recentemente presentata nell’ambito della 36^ Stagione di prosa al Comunale di Thiene si avvale di un testo bellissimo.
Ci voleva un capolavoro spietato e lucido per raccontare attraverso la vita di due fratelli le terribili conseguenze della crisi economica del 1929 negli Stati Uniti .
La scenografia ci fa mostra un appartamento con dei mobili accatastati e ricoperti da grandi teli; qui si incontrano due fratelli che non si parlano e non si vedono da anni. Victor e Walter sono figli di un padre che ha subito gravemente la crisi; devono vendere i mobili rimasti lì dopo la sua morte del padre avvenuta sedici anni prima, perché l’edificio sta per essere demolito. Viene chiamato un anziano antiquario russo-ebreo di nome Salomon per stabilirne il prezzo, e questo sarà il pretesto che farà scatenare ed emergere tutte le bassezze, il rancore, l’astio, le gelosie ed invidie mai sopite tra i due fratelli, che finalmente potranno dirsi quello che non si sono mai detti.
Victor, che deve fare i conti anche con una moglie autoritaria e incline all’alcool, rinfaccia a Walter il fatto di aver sacrificato la propria vita per occuparsi del padre, che scopriremo essere stato un genitore egoista, tanto che si è dovuto accontentare di fare l’agente di polizia, un lavoro che non gli piace, mentre lui, Walter, che era meno dotato negli studi ma più egoista e calcolatore, e molto meno responsabile nei confronti del padre, ha pensato solo a se stesso, ha fatto carriera e quattrini diventando un celebre chirurgo. Walter sbeffeggiando il fratello si offrirà di aiutarlo economicamente, e il prezzo da pagare sarà di aggirare il fisco.
Noi siamo convinti di aver avuto modo di assistere ad una grande lezione di teatro; è stato uno spettacolo intenso ed emozionante. Massimo Popolizio, qui anche regista è per noi uno dei più bravi e completi attori teatrali; abbiamo in memoria il bellissimo e intenso “John Gabriel Borkam” visto due stagioni fa proprio qui a Thiene.
In “Il prezzo” era in uno stato di grazia, e col suo Victor ci ha fatto vedere attraverso la modulazione della voce, le espressioni del viso e gli atteggiamenti del corpo tutto il tormento, l’angoscia e le rinunce che ha dovuto subire.
Il Salamon di un grandioso Umberto Orsini, con un paio di vecchie scarpe da ginnastica e una borsa di plastica da cui tira fuori varie cibarie, ci ricorda un simpatico clochard. La sua è una interpretazione leggera, ironica e divertita; e dopo aver portato a termine la trattativa, naturalmente al ribasso, il vecchio ebreo è soddisfatto e appagato, ha capito che ha fatto un buon affare, che ha avuto un colpo di fortuna e noi spettatori veniamo a sapere che lui è lì solo per errore, perché per contattarlo è stato consultato un vecchio elenco telefonico, visto che lui non esercita più il lavoro di mediazione.
Salomon compiaciuto accende un grammofono e a suon di musica saluta il pubblico con un divertente balletto che è una delizia…ottantadue anni e non vederli.
La bravura di Orsini e Popolizio fanno passare in secondo piano quella degli altri due attori Alvia Reale, moglie di Victor, ed Elia Shilton nel ruolo del fratello Walter anche se certamente non hanno sfigurato.
Una curiosità, questo testo ha debuttato nel 1968 al Morosco Theatre di Broadway con ben 429 repliche consecutive.

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