Il requiem massonico

SCAFFALE

MozartL’opera prima del musicista (meglio dire musicologo) thienese Lorenzo Signorini è stata recentemente presentata in Biblioteca Civica nell’ambito della Rassegna Narratori a Km 0.
L’autore, dialogando con Aldo Padoan, ha raccontato la sua esperienza nella stesura del suo primo romanzo “Requiem massonico”, edito dalla Euro Arte Edizioni nel 2016.
Il racconto parte dal salvataggio di Wolfgang Amadeus Mozart da parte di un’organizzazione misteriosa e segretamente portato segretamente nell’abbazia di San Gallo in Svizzera, ospite della comunità di frati, per sottrarlo al pericolo di essere assassinato.
Nella quiete della vita monastica Mozart a poco a poco riesce a ritrovare la memoria che aveva perduto in seguito ad un veleno di una strega napoletana che gli era stato somministrato, e si scopre essere un valido musicista e compositore.
Al fondo della vicenda sembra esserci la commissione ricevuta da un misterioso personaggio che dichiaratamente voleva restare in incognito, di una messa da requiem che Mozart avrebbe dovuto scrivere, e che dopo alterne ed avventurose vicende rimase incompiuta.
La storia affonda le proprie radici nell’odio esistente tra i cattolici e la massoneria; un contrasto ormai secolare, con scomuniche e rifiuto di funerali religiosi, che sembra da sempre esistere solo in Italia, in quanto nel mondo anglosassone la massoneria è considerata alla stregua di un Rotary o di un Lyon Club.
La messa commissionata a Mozart massone doveva infatti essere il requiem che inneggiava alla fine della massoneria che i cattolici da sempre volevano distruggere.
Il romanzo, opera prima di Lorenzo Signorini, pur scritto con una lingua chiara e razionale, quasi fosse un spartito, si presenta su diversi livelli.
Anzitutto l’ambiente della abbazia, come piccola comunità all’interno della quale operano forze e tensioni non sempre facili da controllare; qui si intrecciano odii ed amicizie, pur nella tranquilla routine del vivere quotidiano, con l’emergere di storie passate spesso tragiche e cruente.
Nell’ultima parte del libro, ambientata a Bologna, uno studente del conservatorio, che si mantiene agli studi servendo in una pizzeria, riesce casualmente a trovare i fogli originali dello spartito della messa da requiem che Mozart aveva lasciato incompiuta. Ma anche questa volta lo spartito seguirà una sua storia.
In questa ultima parte si intensifica l’uso di un linguaggio tecnico, che il profano difficilmente riesce a seguire, rendendo più pesante anche se non meno avvincente la narrazione.

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