Il ventaglio

TEATRO

021_VentaglioUna commedia di Carlo Goldoni letta in chiave così moderna da non essere più Goldoni. Questa la nostra impressione dopo aver assistito alla messa in scena de “Il vantaglio”, per la regia di Damiano Michieletto, in programma nell’ambito della 32^ Stagione Teatrale al Comunale di Thiene.
Si badi bene che, a scanso di equivoci, noi non siamo contrari alle innovazioni teatrali e non siamo per niente nostalgici delle crinoline e delle parrucche delle commedie del grande drammaturgo veneziano.
Questa commedia è stata scritta da Carlo Goldoni a Parigi, dove ormai risiedeva e rappresentata per la prima volta a Venezia nell’ottobre 1765.
La trama è così complicata che è qui difficile riassumerla in poche frasi; la vicenda gira intorno ad un ventaglio che Evaristo compra dalla signora Susanna e lo manda alla sua innamorata Candida attraverso Giannina; la quale trova Candida fuori di sé per la gelosia, nata da un equivoco, tanto che regala a Giannina, senza sapere cos’è, il dono che Evaristo le aveva inviato.
Poi c’è tutto un susseguirsi di intrecci amorosi e di altrettanti equivoci, che rendono difficile allo spettatore seguire nel loro svolgersi, tanto che, trovata geniale, il regista ha trovato modo di aiutarci scrivendo degli appunti su una enorme lavagna che fa da sfondo fisso alla scena.
Conduttore di questo complesso gioco amoroso è un improbabile Cupido, cui dalle spalle spuntano delle bianche alettine capaci di rendere ridicole le sue battute poetiche.
Dopo vorticose peripezie, in cui entrano in gioco anche un conte e un barone, il ventaglio arriva a destinazione e con questo le coppie si ricompongono verso una felice esito delle rispettive vicende amorose.
Questa di Damiano Michieletto è l’ennesina versione moderna di drammi d’altro tempi che questa 32^Stagione Teatrale Thienese ci ha offerto; diciamo che nessuna di queste interpretazioni moderne è stata sufficientemente convincente, ma forse la più improbabile è stata questa versione de “Il Ventaglio”.
A cominciare magari proprio dall’oggetto del contendere, il ventaglio, sostituito da una ridicola macchinetta elettrica per farsi aria. È il top della stagione.
Non intendiamo accanirci contro gli attori, tutti giovani e con tanta strada da fare per trovare una giusta misura recitativa. Ma ci chiediamo, giusto per fare un esempio tra gli altri, cosa abbia a che fare la sfrontatezza punk di Giannina (la pur brava Silvia Paoli dell’immagine), con la furba vivacità delle servette goldoniane; questa non è la versione moderna di un personaggio della commedia dell’arte, è un travisamento con cui si crea un nuovo personaggio di dubbio gusto, comunque completamente diverso dall’originale, e non solo per le calze rosse. Lo stesso si potrebbe dire per altri personaggi a cominciare da Evaristo che da cacciatore diventa un ridicolo tennista.