Immigrazione

ATTUALITÀ

A lungo ci hanno fatto credere che quella degli immigrati fosse un’invasione pericolosa per tutti noi, sia per il loro numero biblico, percepito come una immane catastrofe, sia perché sembrava venissero a rubare il lavoro agli italiani.
A suo tempo, con una delle sue tipiche sparate, Umberto Bossi aveva persino proposto di usare le cannoniere per fermare i barconi nel Mediterraneo.
In realtà, per quanto ci venissero ossessivamente mostrati barconi strapieni che riversavano sulle nostre coste centinaia di immigranti, noi a guardarci intorno non si aveva la percezione che fossero un numero così invasivo e pericoloso, come qualcuno voleva farci credere; considerato anche che, di fronte a quelli che si fermavano in Italia, la stragrande maggioranza di loro appena possibile proseguiva per la Germania o il nord Europa.
Così come non era, e non è vero tuttora, che gli immigrati rubassero il lavoro agli Italiani, in particolare ai nostri giovani: era vero piuttosto che gli immigrati accettavano di fare i lavori più umili e malpagati, quelli che gli Italiani non erano disposti a fare, pur con la disoccupazione giovanile da decenni intorno al 40%, diplomati e laureati compresi.
Poi in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, finalmente è arrivato il sedicente “governo del “cambiamento”; un governo che, a ben guardare nasce da una micidiale combinazione.
Da una parte infatti il neo ministro leghista Matteo Salvini, blocca lo sbarco di immigrati perché, secondo lui, “se c’è da aiutare qualcuno, prima tocca ai poveri e ai disoccupati Italiani.” Facendo leva su slogan che toccano la pancia della gente, contro ogni considerazione umanitaria, ottiene un facile consenso popolare.
Dall’altra parte il neo ministro dello sviluppo Luigi Di Maio pensa di risolvere il problema della disoccupazione regalando un “reddito di cittadinanza” a chi non lavora; un’idea strampalata, pericolosa e immorale, che non convince neanche Salvini, ma che serve a tenere in vita il governo giallo-verde.
Oggi, con la prospettiva di più di sei mesi di vita del governo Conte ormai alle spalle, in realtà di risultati ancora non se ne vedono.
Ora che non ci sono più gli immigrati a rubare il lavoro ai nostri giovani, non ci sembra proprio che la disoccupazione, soprattutto giovanile, sia diminuita.
Quello che, piaccia o non piaccia a Salvini, di sicuro non è diminuito è anche il numero del 4 milioni di Italiani poveri che lui sbandiera come un puppet ad ogni piè sospinto, in base al suo slogan d’acchito “Italian first!”
Visto che il blocco dell’immigrazione automaticamente non arricchisce gli Italiani poveri, forse è venuto il momento di convincerci che l’immigrazione va certamente regolamentata, ma non bloccata; e questo non solo per ragioni di solidarietà umana ma soprattutto perché il lavoro degli immigrati è un’opportunità, perché produce ricchezza per tutti gli Italiani, compresi quelli poveri che sembrano stare così tanto a cuore a Matteo Salvini.

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