Interstellar

CINEMA

InterstellarUn film troppo complesso per uno spettatore non laureato in fisica della relatività e non di casa con la quantistica; stiamo parlando di “Interstellar” il colossal di quasi tre ore recentemente proiettato al Cinema San Gaetano di Thiene nell’ambito dei Cineincontri 2015.
Un agricoltore, Cooper, ex astronauta che non era ancora andato nello spazio, viene chiamato in servizio per un progetto che prevede solo da spostare l’umanità dal pianeta Terra ad uno di altri tre corpi celesti che sembrano offrire la possibilità di ospitarne gli abitanti.
Cooper, senza moglie, ha un padre e due figli, con la figlia fortemente attaccata al padre e come lui brava in matematica.
Ad un certo punto nella biblioteca della casa si notano strani e misteriosi fenomeni di spostamento dei libri, che sono razionalmente inspiegabili.
La partenza del padre per una missione spaziale cui è stato chiamato, mette in crisi la figlia, che non accetta di essere abbandonata.
Spettacolari immagini della partenza del razzo che con una serie di stadi che si distaccano porterà all’aggancio con la stazione spaziale perennemente in orbita, che serve da base spaziale per l’operazione.
Da qui parte l’esplorazione degli altri pianeti, con il pericolo di dover attraversare un buco nero che falsa il tempo, in base alla teoria della relatività, per cui un’ora lassù equivale a sette anni sulla Terra. Fermarsi una giornata significa non poter più vedere quelli che si conoscevano alla partenza.
Una seriedi vicissitudini u n po’ romanzesche, più da film western che da science-fiction, porta Cooper nella quinta dimensione da cui tenta disperatamente di rientrare sulla Terra, come aveva promesso alla figlia; si scopre così che è lui l’autore di quegli strani fenomeni che la figlia, ora diventata uno scienziato astronautico, continua a registrare nel salotto di famiglia.
Per spiegarvi qualcosa di più dovremmo averlo capito, ma non era alla nostra portata.
Alle fine del film un Cooper della stessa età della partenza va a trovare la figlia che, circondata da un clan famigliare, si sta spegnendo di vecchiaia in un ospedale.
Un film quindi la cui morale parte dall’idea di un’umanità al punto di dover lasciare il pianeta Terra per cercarsi un altro luogo in cui abitare, con un catastrofismo che può trovare la sua salvezza solo nella tecnologia e nella scienza umana.
È l’eterno sogno della fantascienza, più frutto di fantasia che di realtà.

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