Je suis (pas) Charlie

ATTUALITÀ

iJe suisAnche noi di Thienet, naturalmente, siamo rimasti terribilmente colpiti ed addolorati per quanto è successo a Parigi in questi giorni, con l’assalto alla redazione della rivista satirica Charlie Hebdo, e la morte di 12 redattori; a questo si è aggiunto l’orrore del massacro in un supermercato ebraico, sempre a Parigi, con la morte di 4 ostaggi assolutamente innocenti.
È una vicenda, con una ventina di morti in due giorni, che, superato l’orrore e la reazione emotiva, va razionalizzata.
Non abbiamo mai nascosto il fatto che Thienet è per natura contrario ad ogni forma di violenza, anche a quella che qualcuno riesce a trovare giustificata o legale, come la pena di morte.
Inoltre, è nostra profonda convinzione che non possa esistere una religione, che non ci possa essere un’idea di Dio, in nome della quale si possa uccidere un altro essere umano. Questi sono principi su cui non siamo disposti a transigere.
Totale ed assoluta quindi la nostra condanna degli jiiadisti, ragazzi delle banlieu parigine, che si sono arrogati il diritto di uccidere in nome di una loro idea di Dio.
Assolutamente fuori da questa logica e nel momento stesso in cui ribadiamo questa nostra condanna, non possiamo non provare disagio per certe espressioni di sarcasmo irreligioso della rivista Charlie Hebdo; più che descriverle noi, invitiamo chi vuole ad andare a vedersele sul sito Internet della rivista.
Ognuno di noi in base alle proprie condizioni di vita e di cultura è arrivato a fare le proprie scelte per quanto riguarda la dimensione religiosa; scelte che, secondo noi, vanno sempre accettate, per quanto non condivise, e mai irrise o fatte oggetto di scherno.
Ci hanno sempre dato fastidio quanti, proclamandosi atei, si permettono di irridere con supponenza quelli che per loro scelta sono arrivati a credere. Noi, essendo fra questi ultimi, accettiamo l’ateismo convinto di altri, purché gli altri rispettino il nostro credere.
Ci sono vignette di Charlie Hebdo che sono sarcasticamente offensive della religione, non solo dell’Islam, ma anche di quella Cattolica; la libertà di pensiero e di opinione è sacrosanta purché resti una forma di rispetto dei diritti di tutti, qualsiasi sia la loro credenza religiosa o atea.
Come credenti, non chiediamo a nessuno di credere a quello in cui crediamo noi, non andiamo in giro a cercare di convincere altri a fare scelte come le nostre; ma non accettiamo di essere fatti oggetto di sarcasmo da parte di chi ha fatto altre scelte, anche se fra questa nostra posizione e la violenza di Parigi c’è un abisso incolmabile.
Da noi un vecchio proverbio diceva “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi!”. Per questo, pur con tutto l’orrore e la condanna della violenza di questi giorni, non riusciamo a dire “Je suis Charlie!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *