John Gabriel Borkman

TEATRO

191_BorkmanGrande lezione di teatro ieri sera al Comunale di Thiene. Con “John Gabriel Borkman” il regista Piero Maccarelli, con mano sicura, elegante, lucida ci ha portato dentro una trama profonda, buia, al limite della follia, dove prevale la lacerazione dei sentimenti.
Il testo di Henrik Ibsen non perde nulla della sua bellezza e intensità in questa riduzione, che ha riassunto i quattro atti originali, in un lungo atto unico.
La scenografia è essenziale,in uno spazio non definito, circondato da alti pannelli blu, si respira aria di gelo e vuoto, due enormi lampadari pendono dall’alto con aria minacciosa; questi assieme ad un pianoforte nei cambi di scena, serviranno anche per diversificare gli ambienti.
Gunhild ed Ella, le protagoniste, sono sorelle gemelle che dopo otto anni si ritroveranno in questa cupa atmo¬sfe¬ra, quasi luttuosa, inizieranno un duello senza esclusioni di colpi dove si rinfacceranno odi e vecchi rancori; sopra-tutto prevale il fatto che tutte e due hanno amato e mai posseduto lo stesso uomo, John Gabriel Borkman.
Figlio di minatori, Borkman ha sacrificato e rinunciato al suo amore per Ella, distruggendole così l’esistenza, per offrirla all’uomo che lo aiuterà economicamente a far carriera.
Sposerà Gunhild e si accorgerà poi che con questo gesto avrà ucciso la sua anima e la capacità di amare, che l’inferno è dentro di lui, diventerà un banchiere ambi-zioso e megalomane, che dopo uno scandalo finanziario dovrà scontare cinque anni di carcere perdendo anche l’onore
Gunhild ed Ella si contendono anche l’amore per Erhart figlio della prima; i loro amori sono malati, sono asfissianti, morbosi e possessivi. Lui é una vittima e sta solo aspettando l’occasione di andarsene e tagliare il legame che lo lega verso le due donne; lo farà con una donna più grande di lui, volgare e frivola.
Borkman all’uscita del carcere in una lucida follia, non ancora vinto e aspettando il ritorno dei tempi passati, sceglierà di vivere isolato dal resto del mondo al piano superiore della casa senza fare mai visita alla moglie; solo l’amico Wilhelm Fodal andrà a trovarlo di tanto in tanto.
Anche Ella, che è una donna in fin di vita, gli farà visi¬ta, lei che lo ha molto amato e che ancora lo ama, finalmente conoscerà il motivo per il quale lui l’ha lasciata.
Qui c’è un bellissimo e intenso dialogo, dove le parole hanno veramente peso; i due protagonisti hanno reso benissimo il laceramento dei loro sentimenti.
All’improvviso il pannello di fondo calerà e ci troveremo per un effetto bellissimo in un bosco del quale appaiono solo dei fusti di alberi di acacia illuminati.
Ritroveremo Ella e Borkman nel bosco sotto una suggestiva nevicata, e qui finalmente, troveranno la pacificazione dei loro sentimenti. Lui morirà appoggiando dolcemente il capo nel corpo di Ella sotto lo sguardo della sorella, che poi avvicinandosi ai due, allungherà la mano in segno di riconciliazione vicine all’uomo che entrambe hanno amato.
É stato uno spettacolo che ci ha preso, ripetiamo, per una magnifica ed essenziale regia che con eleganza ci ha raccontato il dolore e il pessimismo umano.
Massimo Populizio ha confermato la sua bravura, Lucrezia Lante Dalla Rovere e Manuela Mandracchia non le avevamo mai viste e sono state una felice sorpresa; tutti sono stati bravi, gli attori erano perfetti anche fisicamente, nessuno ha fatto la primadonna, c’era una armonia recitativa, che secondo noi è un punto di forza per la riuscita di uno spettacolo.
Questo spettacolo era in calendario nella passata stagione e per impegni della compagnia è saltato, dunque erano un debito … che per nostra fortuna è stato saldato, anche perché sarebbe stato un gran peccato perderlo.
Pubblico entusiasta, molti e calorosi gli applausi … tutti meritati.

1 commento su “John Gabriel Borkman

  1. Qualcosa di nuovo c’e8 ed ha del rivoluzionario in Italia. Le prime palore di Pizzarotti e l’impegno del M5S per Parma :”per prima cosa verificheremo il bilancio e la posizione delle societe0 partecipate. Eventuali responsabilite0 civili e penali saranno perseguite”. Come si sa, l’amministrazione di Parma ha un deficit di 600 milioni che non possono essere state determinate senza che qualcuno non abbia avuto interessi privati o rubato.Fosse portato a livello nazionale un simile atteggiamento verso le precedenti amministrazioni sarebbe una vera rivoluzione : i cittadini potrebbero portare in tribunale la casta…purtroppo non si potrebbe passare senza indugio direttamente alla ghigliottina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *