La Conca racconta

SCAFFALE

190_ConcaPresentato all’Auditorium “Fonato” il volume “La Conca racconta” di Gianni De Franceschi, recentemente edito dalle Grafiche Simonato.
Il Sindaco di Thiene, Gianni Casarotto, era presente non solo in rappresentanza della città di Thiene ma anche, in tenuta estiva e senza barba, all’interno del libro come concato doc.
Si tratta di un’opera di Gianni De Franceschi che potrebbe essere definita una “enciclopedia” della Conca di Thiene, intendendo con questo termine un lavoro che in 12 capitoli e quasi 400 pagine, copre tutti o quasi gli aspetti della vita di una contrada che, con le sue peculiarità e caratteristiche, storicamente presenta nell’insieme una sua specifica identificazione culturale.
Basti dire che per stendere questi “ricordi raccolti dalla viva voce dei concati”, come recita il sottotitolo, Gianni De Franceschi ha intervistato qualcosa come 241 persone originarie di questa contrada a sud di Thiene.
C’è anzitutto un po’ di storia della Conca che per secoli è girata intorno alla famiglia Chilesotti, qui proprietari di vasti terreni, e da cui è nato Giacomo Chilesotti, mitico comandante della Brigata Mazzini e Medaglia d’Oro della Resistenza.
Di particolare interesse è infatti il capitolo sulla Resistenza alla Conca. Nel rifugio antiaereo di casa Chilesotti il giovane Giacomo riunì i giovani della Conca come lui renitenti, rientrati dopo l’8 settembre ’43, per organizzarli nella prima formazione partigiana di Thiene; nel Collegio Vescovile fu fondata la “Brigata Mazzini”; il libro di Gianni De Franceschi elenca qualcosa come 50 partigiani della Conca, più o meno a lungo combattenti nella Resistenza, con 10 partigiani caduti.
Le altre sezioni del libro, su cui dobbiamo per forza correre, lasciando ai lettori il piacere di scoprirle e di gustarle, vanno da “La Vita Sociale”, “I Lavori”, “Le Aziende” per arrivare ai “Giochi”, alle “Famiglie storiche”, ai “Personaggi Caratteristici”, fino alle attività della “Parrocchia” e alla pratica degli “Sport” nella Conca.
“La Conca racconta”, a nostro avviso, interessa in modo particolare almeno due tipi di lettori; quelli nati altrove, e magari qui trasferiti, e che della contrada conoscono alcuni aspetti, magari alcuni personaggi come Matio Ciapacan e Piero Aio.
Il secondo tipo di lettori è dato invece dai “concati” doc, cioè da chi alla Conca di Thiene è nato e vi ha trascorso la sua fanciullezza. Per questi, c’è infatti nel libro di Gianni un “valore aggiunto” che è dato dalla esperienza diretta dei luoghi, dei tempi e delle persone della Conca in cui sono cresciuti.
Ciascuno di noi ha, in fondo a se stesso, “un luogo ideale”, che è quello dove ha aperto gli occhi alla vita e a cui sono legati i ricordi di una fanciullezza più o meno lontana. Un luogo ancora racchiuso entro un orizzonte visibile, che costituiva un mondo caldo ed accogliente, fatto di piccole certezze quotidiane, dove le domande semplici avevano risposte altrettanto semplici e chiare, soprattutto rassicuranti.
Per i concati doc questo luogo ideale resta la contrada delle Conca di Thiene. Noi possiamo solo immaginare, e in qualche modo invidiare, quanto questo “valore aggiunto” sia carico di nostalgia, di calore umano, di ricordi delle persone scomparse, che lo abitavano, insomma quel mondo che era per loro la Conca di Thiene, assimilato e diventato inevitabilmente una componente culturale imprescindibile nella loro formazione umana.
Un “valore aggiunto” che la Conca ha anche rispetto alla città di Thiene, di cui fa parte; nessuna contrada, o se vo-lete nessun quartiere, a quanto ci risulta, ha svolto negli ultimi decenni un’opera di cosi intensa ricerca sul proprio passato, con storie e mostre fotografiche, che dimostrano come questa contrada, oggi quartiere, senta di avere una sua propria identità culturale che, ricercata e fatta cono-scere, come fa Gianni De Franceschi con questa sua opera, può contribuire, come ha sempre fatto nel passato, alla crescita della vita sociale della città di Thiene.

3 commenti su “La Conca racconta

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