La coscienza di Zeno

TEATRO

112_ZenoDovremmo eccedere nell’uso della parola eleganza per raccontare la commedia vista recentemente al Comunale di Thiene nell’ambito della 33^Stagione Teatrale.
La trama è tratta dal romanzo di Italo Svevo (“La coscienza di Zeno”) e si svolge in una Trieste elegante, borghese e mitteleuropea.
Se qualcuno ha trovato il romanzo un vero mattone da leggere, a noi sinceramente le due ore di spettacolo sono trascorse veloci.
Forse il merito va alla traduzione di Tullio Kezich critico teatrale e cinematografico e profondo conoscitore dell’autore, fatta nel 1964, o anche all’abile e sicura regia fatta da un maestro del teatro italiano Maurizio Scaparro che ha saputo rendere lo spettacolo raffinato, leggero, ironico, comico e anche tragico.
Elegante, disincantata e a tratti malinconica l’interpretazione di un poliedrico e bravissimo Giuseppe Pambieri, accompagnata anche da un accattivante timbro di voce caldo e misurato, secondo noi da lezione di teatro.
Gli altri attori risulteranno appropriati e omogenei, senza che nessuno prevalga sull’altro.
Elegante anche la scenografia che ben ha rappresentato l’ambientazione, con un pannello-sipario che al momento opportuno scendeva dall’alto dividendo il palco in due; e mentre Pambieri intratteneva il pubblico raccontando la sua autobiografia o auto-giustificazione, dietro cambiavano le scene che componevano i momenti della sua vita.
Via via ci siamo trovati in una elegante casa dove conoscerà e sarà conquistato da Ada, oppure in un elegante caffetteria o sala borsa con appeso alla parete un grande e significativo orologio (forse a scandire le tappe della sua vita) o in un suggestivo e bellissimo lungomare, oppure nello studio del dott. S. psicanalista dove Zeno Cosini (Giuseppe Pambieri) comincia a raccontare a ritroso il suo viaggio esistenziale.
Risulterà quasi goffo e in perenne confusione quando metterà in evidenza il suo contrasto fra comportamento e azione.
Si dichiarerà ammalato ma la sua malattia e di origine psicologica, la sua vita è stata un po’ fallimentare; racconterà di essere stato affascinato da Ada ma sposerà la sorella Augusta che gli piaceva meno. Nutrirà poi per lei un sincero affetto che però non le impedirà di tradirla con Carla, racconterà delle troppe volte che ha tentato di smettere di fumare, senza riuscirci, del difficile rapporto con il padre che culmina con lo schiaffo dato dal genitore morente al figlio, la rivalità con il cognato che morirà suicida.
Tutto questo con un’aria stravagante in contrasto tra l’ideale e la realtà, cercando di dimostrare di essere innocente da qualsiasi colpa; dirà poi che la vita va accettata per quello che è, con ironia e un po’ di fantasia. Zeno crescerà e diventerà poi un abile commerciante.
Calorosi e convinti gli applausi che hanno salutato gli attori alla fine dello spettacolo.

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