La Costituzione non si tocca!

ATTUALITÀ

referendum-costituzionale-2016“La Costituzione non si tocca!” abbiamo per decenni gridato a chi avanzava tentativi di cambiarla, per adattarla alle proprie esigenze di potere. Di fronte alle mire di un Craxi o di un Berlusconi, non potevamo disperdere quel patrimonio di ideali democratici di libertà e giustizia che la carta costituzionale, nata dalla Resistenza, ancora rappresenta.
Questo evidentemente non significa che, nelle opportune forme, anche la Costituzione possa essere modificata.
Il tentativo di riforma costituzionale del governo Renzi ci è parso da subito velleitario e soprattutto pericoloso.
Velleitario perché non supportato da quel consenso parlamentare che aveva raccolto la Costituzione attualmente in vigore, tanto che non avendo raggiunto il quorum previsto, si è dovuti ricorrere al referendum.
Pericoloso, perché sposta un eccessivo potere sull’esecutivo, rompendo di fatto l’equilibrio dei poteri dello Stato che ha da sempre caratterizzato la Costituzione attuale, con la quale è stata garantita la via democratica del paese; siamo d’accordo che all’esecutivo venga data una maggior operatività pratica nella esecuzione delle leggi, ma il potere legislativo deve secondo noi restare al Parlamento.
Noi non siamo per principio contrari al ‘sistema bicamerale perfetto’, soprattutto viste le molte volte in cui in questi anni la seconda lettura ha di fatto impedito gli errori di una prima lettura, in particolare per le leggi ad personam di Berlusconi.
Ma quel che più ci preoccupa è che siamo di fronte ad una campagna elettorale referendaria dove da più parti si sta perdendo la testa, con manifesti qualunquisti del tipo “Vuoi ridurre il numero dei politici, vota sì”.
Essere in prospettiva per il no oggi, significa comunque trovarsi in una terribile compagnia che ci provoca un grande disagio, con macchiette come Brunetta e Salvini che sembra stiano sempre recitando la stessa ridicola commedia dell’assurdo.
Il nostro no parte da un concetto diverso: l’attuale Costituzione non è da cambiare, ma sono gli uomini che devono cambiare per renderla concretamente operante nella sua grande idealità.
L’attuale Costituzione resta la grande ‘incompiuta’ perché generazioni di politici italiani non hanno avuto l’altezza morale di attuarla compiutamente; e oggi, di fronte al loro fallimento, risulta più comodo cambiarla, adattandola allo squallore morale dei nostri politici, che non vanno ridotti, ma scelti meglio, in base anche ad una corretta, e soprattutto democratica informazione pubblica.
Renzi, a ben guardare, ha ben appreso la lezione di Berlusconi che, con i suoi possenti mezzi di comunicazione di massa, ha trasformato la doverosa propaganda politica in pubblicità politica, applicandovi tutti i terribili mezzi di persuasione con cui si determinano le nostre scelte.
A tutto questo si deve dire di no!

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