La Divina Tragedia

CULTURA

TragediaSarà rappresentata 5 volte nell’arco del mese di marzo, in chiese diverse, in occasione della Quaresima dell’Anno Santo della Misericordia; stiamo parlando de “La Divina Tragedia”, un dramma religioso messo in scena dalla Compagnia Teatroinsieme di Zugliano, che ha ripreso una analoga esperienza risalente al 1995.
Il testo, in versi aulici, su cui si basa il dramma, che riguarda la passione e morte di Gesù Cristo, risale ad un per ora anonimo sacerdote, si pensa di Malo, che lo avrebbe composto verso la fine del 1800.
Della ‘Divina Tragedia’ esistono varie edizioni, come dimostra la ricerca dell’avv. Luigi Galvan, che l’ha inserita in una tuttora perdurante propensione locale per il teatro, recuperando preziose documentazioni fotografiche.
Con l’edizione dell’Anno Santo 1925, Zugliano si mise in competizione con un’analoga iniziativa del vicino paese di Salcedo; non sappiamo chi risultò vincitore, ma certamente l’edizione messa in scena a Zugliano nell’Anno Santo 1950, la prima che ricordiamo, per la sua maestosità è rimasta senza concorrenti.
Si trattava infatti di una rappresentazione che durava 4 ore e che aveva qualcosa come 48 cambi di scena; non solo, ma ogni scena ed ogni costume era frutto dell’estro creativo di valenti pittori, come Tarcisio Pigato ed Antonio Firmino.
La struttura data alla attuale sacra rappresentazione dalla regista Gabriella Loss è completamente diversa dalle precedenti esperienze.
Il filo conduttore è tenuto da un “narratore” che espone non solo la successione dei fatti, ma anche il suo coinvolgimento personale in quanto sta accadendo, fino ad entrare anche lui nel vivo della scena.
L’esperienza di Zugliano mantiene grossomodo la struttura per quadri narrativi, ciascuno dei quali si riferisce agli episodi evangelici della Passione di Cristo, che ad un certo punto acquista la dimensione di una azione corale, coinvolgendo una quarantina di figuranti, dalle semplici comparse agli attori che hanno un loro ruolo nella recitazione, con personaggi come Pilato, Procula, Giuda, Maria, Anna e Caifa e lo struggente pianto di Ismaelo.
Anche se questa edizione di Zugliano fa riferimento ad un testo di fine ‘800, dobbiamo acquisire la consapevolezza storica che questo dramma religioso, chissà per quali vie, in realtà affonda le sue radici in un profondo passato, quando i cosiddetti “misteri” o “miracoli” erano le normali drammatizzazioni religiose attraverso i quali si rappresentava visivamente la religione, ed in particolare il Vangelo.
Fu l’incontro di questo teatro religioso popolare con il teatro classico rinascimentale delle 5 regole aristoteliche, che portò alle varie forme di teatro moderno, così come noi oggi lo concepiamo.
Come dire che la moderna “Divina Tragedia” affonda le sue radici nel profondo della nostra storia e della nostra cultura.

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