La Giustizia … ingiusta

ATTUALITÀ

BM028735Qualcuno avrà notato che da un po’ di tempo Silvio Berlusconi non sbraita più come un ossesso contro i giudici “comunisti”; d’altronde noi stessi abbiamo impiegato qualche mese ad assorbire il colpo della sua assoluzione all’appello del processo Ruby, che in prima istanza lo aveva visto condannato a 7 anni di carcere.
Pochi giorni fa è stata depositata la sentenza ed è stato possibile quindi leggere le motivazioni che hanno portato alla sua assoluzione nel processo di appello. Effettivamente ci sarebbe da scompisciarsi, se non fosse tutto tragicamente reale.
Berlusconi era stato processato e condannato per “prostituzione minorile”. Ora, con una vertiginosa arrampicata sugli specchi, ci è stato spiegato che la prostituzione c’è effettivamente stata, ma che Berlusconi avrebbe potuto anche “non sapere” che Ruby all’epoca fosse minorenne. “L’attività di prostituzione – scrivono i giudici – fu effettivamente svolta e con modalità significativamente ricorrenti.” Qualcuno però si era dimenticato di avvisare il premier che Ruby era minorenne, come se fosse comunque normale per un premier andare con le prostitute.
Ci hanno sempre spiegato, con faccia compunta, che la legge “non ammette ignoranza”; questo evidentemente con le dovute eccezioni, perché per l’imputato Silvio Berlusconi l’ignoranza sembra essere stata ammessa, anche perché quelli, leggi Emilio Fede o Lele Mora, che avevano portato Ruby ad Arcore, per non rovinargli la festa, non lo avevano avvisato e lui ha visto che la ragazza marocchina si presentava come una “minore adultizzata”.
Ma c’è di peggio. Questa sentenza incredibilmente assolutoria lascia impunito un fatto, secondo noi, ben più grave, inaccettabile sul piano politico, oltre che su quello etico di onestà del cittadino verso le istituzioni.
Per quei giudici un premier in carica si può impunemente permettere di mentire, sapendo di mentire, ad un Questore della nostra Repubblica Italiana, inventando che la minorenne con cui intrattiene un accertato “rapporto prostitutivo”, con “effettivo svolgimento di atti di natura sessuale retribuiti”, è la “nipote di Mubarak”.
La telefonata notturna di Berlusconi al Questore vicario Pietro Ostuni non avrebbe invece avuto alcun “significato minatorio”, ma la liberazione della minore sarebbe dovuta ad “un’accondiscendenza incautamente accordata” dal questore vicario “per timore riverenziale, compiacenza o timore autoindotto”. Se c’è un colpevole, quello sarebbe quindi il Questore vicario Pietro Ostuni, mentre la ragazza fu “salvata” consegnandola a Nicole Minetti che, a sua volta, la scaricò ad una prostituta brasiliana.
Di questi giudici almeno uno, Enrico Tranfa, che si era opposto all’assoluzione, dopo la sentenza ha trovato il coraggio morale di dimettersi; per gli altri un Questore può venire palesemente preso in giro con la panzana della un po’ vivace “nipote di Mubarak”, come se si fosse trattato solo della solita smargiassata di un premier scherzoso, quello che faceva le corna ai colleghi nelle foto ufficiali ai convegni internazionali.
Quel tribunale può davvero pensare, ci chiediamo, che sessanta milioni di italiani, compresi quelli che votano ancora Berlusconi, siano così stupidi da accettare sul piano morale le motivazioni da azzeccagarbugli di questa assoluzione?
Noi avvertiamo un profondo disgusto per questa sentenza, soprattutto dopo averne lette le motivazioni, al punto che in noi viene fortemente scossa la credibilità stessa della Giustizia, di cui la sentenza avrebbe dovuto essere espressione; è una sentenza da regime, dove la verità e il buon senso sono stati duramente calpestati.

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