La Grande Guerra cantata

CULTURA

BrianQuando suona la Banda Brian lo spettacolo è sempre assicurato; ne abbiamo avuto conferma venerdì 1 aprile all’Auditorium ‘Fonato’ di Thiene, in occasione della presentazione di “La Grande Guerra cantata” di Modesto Brian e Domenico Zamboni, edito dalla Agora Factory, il terzo degli incontri organizzati dalla Biblioteca Civica di Thiene nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Grande Guerra.
In una prima parte della serata Modesto Brian e Domenico Zamboni hanno presentato quanto pubblicato nel libro, come materiale specifico sulla 1^Guerra Mondiale, corredato da una presentazione di Emilio Franzina e da un cd con le registrazioni originali delle canzoni. Canti popolari raccolti nell’ambito di una ricerca ben più vasta, portata avanti da anni su tutto il nostro territorio, ma con puntate anche esterne, arrivando a qualcosa come 3 mila canzoni registrate.
“Storie di uomini, di donne e di canzoni”, come recita il sottotitolo dell’opera, che trasfondono nei loro canti le difficoltà della vita, le fatiche del lavoro, le paure e il dolore della guerra.
L’opera infatti è strutturata per capitoli che si riferiscono a varie situazioni, come ‘Le partenze’, ‘Fuoco sull’Altopiano’, ‘ Canti e ricordi di profughi’, ecc.
Ne è emerso che la stessa canzone ha spesso diverse varianti e adattamenti a seconda dei luoghi, anche vicini, soprattutto che ogni canzone si riferisce ad una situazione di vita che si vuol esprimere in musica o nel canto.
C’è quindi quasi un fenomeno di appropriazione culturale della canzone, con cui si finisce per esprimere aspetti e problemi della misera vita dei tempi andati, con il duro lavoro dei campi, soprattutto nell’avara montagna, con la partenza per la guerra, lasciando le famiglie in condizioni precarie, col pianto per i caduti e le gioie del ritorno.
Per questo, è ci sembra sintomatico, che vedendo Modesto Brian e Domenico Zamboni registrare una sua canzone, una anziana che viveva in una sperduta contrada dei nostri monti, abbia potuto dire “Ci portate via i nostri ricordi.”
Canti che spesso più che lamenti sembrano preghiere, singole o corali, per chiedere o forse semplicemente sognare quello di cui si sente il bisogno in tanta povertà e ristrettezza di vita.
Di ognuna delle circa cento canzoni viene presentato il testo e lo spartito musicale, mentre il testo è arricchito da preziose immagini d’epoca, da cartoline rare che sembrano riportarci ad altri tempi.
Nella seconda parte della serata si è esibita, anche se non al completo, la Banda Brian con musiche e canzoni particolarmente suggestive, come “Col primo colpo Asiago l’è stato colpito” o “Piansè, piansè putele.”

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