La locandiera

TEATRO

177_LocandieraLa Locandiera”, la commedia di Carlo Goldoni recentemente rappresentata al Teatro Comunale di Thiene, è senz’altro un’opera leggera, accessibile a tutti, e che ha lo scopo di divertire il pubblico; quest’opera fa parte del “nuovo teatro” di Goldoni, quello che ha sovvertito gli schemi tradizionali della commedia dell’arte, con le maschere usate dagli attori per interpretare i personaggi che qui vengono soppiantate dal volto stesso dei commedianti che impersonano il ruolo di personaggi quotidiani e reali.
La trama racconta di Mirandolina, attraente, scaltra e astuta proprietaria di una locanda ereditata dal padre a Firenze, che lei gestisce assieme al cameriere Fabrizio, segretamente innamorato di lei, come lo sono i suoi due clienti, il Marchese di Forlimpoli, un nobile decaduto che ha venduto anche il suo titolo nobiliare, ma convinto che basti la sua protezione per conquistare la donna; e il Conte di Albafiorita, un mercante, che arricchendosi è entrato a far parte della nuova nobiltà (comprandosi il titolo) e che crede di poter procurarsi l’amore di Mirandolina facendole dei costosi regali.
L’astuta donna non si concede a nessuno, lasciando però intatta l’illusione ad entrambi.
L’arrivo del Cavaliere di Ripafratta, un altezzoso aristocrstico, sconvolge il tram tram della locanda; questi si vanta di non essersi mai innamorato di una donna, e si lamenta spesso per il servizio scadente o per la biancheria non sufficientemente raffinata, come il suo rango richiede. Detta ordini a Mirandolina, mettendo in ridicolo il Conte e il Marchese, accusati di essersi innamorati di una popolana.
Mirandolina, ferita nel suo orgoglio si ripromette di farla pagare al Cavaliere facendolo innamorare, cosa che le riesce, per poi umiliarlo scegliendo per sposo il cameriere Fabrizio.
Questo insieme di personaggi vuole forse rappresentare la differenza delle classi sociali? Per Goldoni,in questo contesto, gli aristocratici rappresentano i parassiti della società, quelli che non contribuiscono al suo sviluppo, pretendendo solo privilegi e servigi; l’autore non fa un gran servizio alla nobiltà dell’epoca, mentre invece crea nella trama un delizioso personaggio femminile, illuminista e moderno. Basti pensare che siamo nel 1752, eppure la Mirandolina di Carlo Goldoni è una donna che lavora, che ama l’indipendenza, astuta, furba, calcolatrice, molto femminile, dotata di una seduzione leggera e maliziosa, velata ma efficace.
Solo che, ci dispiace dirlo, la Mirandolina di Nancy Brilli per noi non aveva l’anima, non ci ha emozionato; ci ha certamente raccontato il personaggio, ma non sembra averlo vissuto. Di fronte al corpino in pelle che indossava, abbiamo avuto la nostalgia dei pizzi e merletti tradizionali di Goldoni.
Gli altri personaggi ci sono sembrati tutti troppo esagerati; entrano e escono dalla scena ma non si animano, senza mai superare quella sottile, ma importante linea che divide il personaggio dalla macchietta; anche nei costumi c’era contaminazione, il Marchese e il Conte indossavano costumi settecenteschi con stravaganti parrucche, mentre il Cavaliere Ripefratta, interpretato dal regista e attore Giuseppe Marini, indossava un vestito in pelle; magari se chiediamo a lui il perché di queste scelte, una spiegazione senz’altro ci sarà, ma a noi in platea è arrivato un messaggio di confusione.
Interessanti e belle invece le scene con grandi armadi bianchi che danno movimento all’ambiente grazie a delle quinte ruotanti che permettevano veloci, naturali e efficaci cambi di scena.
Teatro esaurito( potenza della popolarità tv di Nancy Brilly) e molti gli applausi.

3 commenti su “La locandiera

  1. I owe to the truth to say that I’m not a big fan of commedia dell’arte mylesf and I have seen none of those plays. But I was struck by the youthful energy of the actors when they did their teaser in the street.Je dois e0 la ve9rite9 de dire que je ne suis pas une grande fan de commedia dell’arte et que je n’ai vu aucun des spectacles mentionne9s ici. Mais j’ai e9te9 frappe9e par l’e9nergie des jeunes acteurs qui sont venus pre9senter leur pie8ce sur la place du palais.

  2. J’ai vu quelques mises en sce8ne de Carlo Boso (dont “L’amour des trois oeragns” et “Ubu Roi”) depuis plusieurs anne9es : la commedia dell’arte est un genre qui fonctionne toujours tre8s bien !Ce que je pourrais regretter c’est peut-eatre que dans le cadre du festival Off, ces spectacles n’aient pas be9ne9ficie9 de meilleures conditions de lieu.Le parvis du palais des papes, lui, est un lieu qui sied f4 combien e0 ces masques et ces costumes !Belles photos, belles couleurs.

  3. Thank you Doctor.The blog is not so much about info as, I hope, a place for discussion. I’ll keep psntiog facts but more as a starting point for the discussions ta take off.I guess I also want to lift old and new popular forms of theatre that are sprung out of the enjoyment (is this a word in English?) among common people.

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