La maionese impazzita

ATTUALITÀ

115_MaioneseL’effetto dell’attuale situazione politica italiana, per noi profondamente deludente, è quello della maionese impazzita, quando cioè gli ingredienti non riescono più ad amalgamarsi e il tutto va in malora.
In questi giorni seguiamo, con profondo scoramento e grande scetticismo, lo sforzo di Pierluigi Bersani di formare un nuovo governo, come dall’incarico avuto dal Presidente Napolitano; forse lui, nella sua impegnata serietà, è l’unico ingrediente ancora sano; l’impazzimento è altrove.
Intanto é nel Pdl di Berlusconi che sbraita per le scelte di Bersani sulle presidenze di Camera e Senato; forse lui non si ricorda, ma noi sì, che 5 anni fa ha fatto eleggere Fini e Schifani, entrambi del Pdl, il partito di cui è il padrone.
Dopo aver scelto di far cadere il governo Monti, che si sosteneva su un accordo tecnico tra Pdl e Pd, ora, udite udite, Berlusconi propone un governo di larghe intese tra il Pdl e il Pd; per fare cosa? Anzitutto una nuova legge elettorale, dopo che nella precedente legislatura, lui si è ostinatamente rifiutato di cambiare la “porcata” che gli andava bene. E poi Bersani, ci chiediamo, non è più il comunista pericoloso da cui, fino a qualche settimana fa e per tutta la accanita campagna elettorale, bisognava difendersi votando lui, il sempiterno?
Forse Berlusconi, perennemente in campagna elettorale, è semplicemente alla ricerca di pretesti per poter chiedere il legittimo impedimento nei processi in cui è coinvolto.
Ci ha poi stupito il premier uscente Mario Monti, il cui governo tecnico, dopo la trombatura elettorale, negli ultimi giorni ha finalmente trovato 40 miliardi di euro per pagare i debiti che le imprese aspettano di riscuoitere dall’amministrazione pubblica; ma dove cazzo sono stati finora quei soldi? Perché non ha voluto dare prima una mano alle imprese boccheggianti per crediti che lo Stato non pagava loro?
“Oggi comincia la storia!” è stato il millenaristico commento del poco divertente comico Beppe Grillo quando i suoi grillini appena eletti, chiedendo l’indirizzo, si sono presentati in Parlamento; una deputata, che non sapeva cos’è la Bce, così tanto per dare dimostrazione di bon-ton, si è rifiutata di stringere la mano a Rosy Bindi, che lì c’è da prima che lei nascesse. Un altro dei loro è riuscito a offendere persino Napolitano dicendo che al Quirinale mentre Grillo parlava il presidente “era riuscito a restar sveglio!”; è questo l’orrido che avanza? Dov’è il rispetto almeno per le persone, se non per le istituzioni?
Basti dire che loro, i grillini, si sentono il primo partito in Parlamento solo perché, poverini, non sanno nemmeno contare.
Che Beppe Grillo non conosca la storia, cominciata qualche millennio fa, è anche plausibile; ma che pretenda di ottenere l’incarico di premier, significa non capire che il 25% dei consensi ottenuti dal suo movimento alle recenti elezioni, è esattamente la metà di quello che gli serve per avere la maggioranza. Se non la storia, almeno imparino a far di conto.
Lui che inorridisce per gli inciuci, in alternativa all’incarico di premier avrebbe preteso alcune importanti presidenze, compresa quella di vigilanza della Rai; ma questo, se fatto da altri, non sarebbe il tanto vituperato “mercato delle vacche”?
Resta da rispondere a quanti sostengono che con Renzi al posto di Bersani il Pd avrebbe non solo vinto, ma stravinto… ; e così oggi potremmo fare un governo con Berlusconi!

1 commento su “La maionese impazzita

  1. Caro Nando,
    in verità ho seguito poco il tuo sito, ma io non sono un grande navigatore !
    Però mi piace sempre quello che dici e ti condivido sempre.
    Ti leggerò con più attenzione e costanza.
    Ciao,
    Pippo Dolores

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