La mano

SCAFFALE

ManoDicono che sia il corrispondente svedese di Andrea Camilleri e del suo commissario Montalbano; si tratta di Henning Mankell, autore di una decina di romanzi sulle avventure del commissario Kurt Wallander.
E siccome che, impensabilmente, nell’ultimo romanzo il commissario Wallander scompare, Mankell ha scritto un breve racconto suppletivo per farlo rinascere e rimetterlo di nuovo in azione.
Si tratta del racconto “La mano”, edito dalla Marsilio nel 2013.
Che Kurt Wallander sia ormai un eroe al tramonto, ciò che conferisce un che di serotino alla narrazione, è il fatto che il commissario sta cercando una casa, con giardino, dove ritirarsi, insieme con la figlia Linda, anche lei nella polizia. È pensando a questo rifugio che Wallander svolge senza entusiasmo, più che altro per dovere, il suo lavoro.
Andando a visitare la casa propostagli da un collega, Wallander dà un’occhiata anche al giardino che la circonda e finisce per inciampare in qualcosa di strano, che risulta essere lo scheletro di una mano umana.
Di qui parte l’indagine poliziesca, non facile perché lo scheletro collegato alla mano lo porta a risalire a diversi anni prima, mentre nessuno ha denunciato la scomparsa di quella che risulta essere una donna.
Con l’amarezza per il sogno sfumato, neanche un poliziotto infatti può pensare di comprare una casa nel cui giardino è stato sepolto un cadavere, Kurt Wallander comincia le indagini, che non sono solo complesse ma anche, per i superiori, non del tutto giustificabili. Si tratta infatti di rivangare un lontano passato
Come sempre, in uno svolgimento che non possiamo raccontare, stando attento ai particolari e ricostruendo chi quella casa aveva abitato anni addietro, si arriva ad una sorprendente conclusione.
Di Camilleri Henning Mankell ha certamente la chiara immediatezza espositiva del linguaggio narrativo, che sorprendentemente si conserva anche nella traduzione dallo svedese all’italiano.
Uno stile efficace, diretto, piacevole da seguire, con situazioni umane, come il rapporto del padre Wallander con la figlia Linda.
Quello che a noi di Camilleri è sembrato mancare è … il sole.
Nella fredda ed umida Svezia, in luoghi che non ci sono familiari, sembra mancare la luce del Mediterraneo, il caldo delle nostre estati, il sapore delle scorpacciate di pesce che si fa Montalbano, un anti-eroe che a differenza di Wallander è solare quanto l’altro è crepuscolare. Con queste differenze, resta un bel leggere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *