La ruga del cretino

SCAFFALE

255_VitaliUno strano romanzo scritto a 4 mani da Andrea Vitali e Massimo Picozzi, dallo strano titolo, “La ruga del cretino”, edito da Garzanti nel febbraio del 2015.
Strano perché dalla Bellano, dove ormai siamo di casa, ci porta nel mondo della psicologia criminale e dell’esoterico delle medium e delle sedute spiritiche.
Sul piano della nostra Bellano la vicenda è quella di Birce, una ragazza un po’ strana, non solo perché ha in faccia dalla nascita una macchia che si infiamma quando è colta da forti emozioni, ma perché è in grado di vedere o di prevedere, quello che gli altri non vedono
Questa ragazza, figlia di Serpe e di Arcadio, che occupano l’ambito posto di inservienti presso il Rettorato di Lezzeno, poco sopra Bellano, proprio per la raccomandazione del Rettore viene inviata come serva a Villa Alba, attualmente occupata dalla devota Giuditta Carvasana, che la abita in attesa di essere raggiunta dall’amante.
Questo mentre, aiutata dalle beate betoneghe del posto la perfida Persegheta tenta di soffiare il posto di Serpe ed Arcadio, magari con un eccidio di polli, per sistemarsi con il marito nel Rettorato.
Nella Villa arriva anche una medium Eusapia Palladino, che intende trascorrervi un periodo di riposo, anche per superare le noiose polemiche su chi non crede alla sua capacità di evocare i trapassati.
Siamo in un periodo, un po’ agli inizi della psicologia, in cui sembra prevalere, anche nella scienza, il positivismo realista, quello del “two and two is four, and nothing more”; questo mentre alcuni famosi scienziati, come l’Ottolenghi, cercano di applicare la psicologia allo studio del comportamento criminale.
Uno di loro, il noto alienista Cesare Lombroso, sta indagando sul caso della morte di due giovani donne, vicino al cui cadavere, su un foglietto, è stato trovata una parte di una misteriosa formula matematica.
Il Lambrosso è arrivato a Villa Alba per incontrare la medium Palladino, perché, contravvenendo coraggiosamente alle scienze positivistiche del tempo, pensa che anche le attività esoteriche e medianiche, oltre alla psicologia, possano aiutare a svelare e risolvere certi misteri, come quello della morte delle due donne su cui sta indagando, proprio mentre a Bellano viene misteriosamente assassinata una giovane suora, anche lei con vicino al cadavere un biglietto con una parte di formula matematica.
A Villa Alba, alla presenza anche di un giornalista e dell’amante di Giuditta, si svolge la scena clou del romanzo, con una seduta spiritica che convince la medium di una qualche sensitività presente in Birce.
In linea di massima, senza inoltrarci nello sviluppo della trama, si può dire che dello stile caratteristico, e da noi apprezzato, di Andrea Vitali è rimasto poco più del narrare a capitoli brevi, quasi 150 in 350 pagine. L’innesto della parte scientifico-criminologica ha magari dato sostanza storica al racconto, ma lo ha fortemente appesantito, quando la caratteristica di Andrea Vitali è la leggerezza nel raccontare.
Resta un racconto, un po’ misterico, un po’ thriller, che incontrerà certamente il gusto di chi ama la suspense, più che Andrea Vitali.

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