La scena

TEATRO

LaScena“Siamo così… dolcemente complicate…” Prendiamo le parole dalla bella canzone cantata da Fiorella Mannoia per entrare nel mondo tutto al femminile raccontato nella piece teatrale “La Scena” vista recentemente al Teatro Comunale di Thiene.
Il testo, apparentemente semplice di Cristina Comencini (sua anche la regia) è ricco di sentimenti, mai banale, ci ha fatto molto ridere, ci ha commosso; la Comencini riesce con delicatezza ad analizzare, indagare sull’io femminile, crediamo che più di qualche donna in sala si sia ritrovata.
Sul palco due donne: Lucia, attrice, separata, seria, razionale, rigorosa, va a trovare Maria, la sua amica del cuore, perché vuole recitare davanti a lei un monologo per avere un suo giudizio, e lo fa a modo suo, come lo sente lei.
Maria che è il suo esatto opposto prende in mano il copione ed ecco che il monologo prende un’altra forma, diventa vivo passionale, pieno di energia; lei per esprimersi usa il linguaggio del corpo, il suo terremoto emotivo.
La differenza fra le due è evidente, specialmente nel rapporto con l’altro sesso; Maria accusa Lucia, della sua insicurezza, di essere troppo drammatica, di volere tutto sempre sotto controllo, di chiedere subito al pretendente di turno nome cognome lavoro, etc. etc, di volere l’uomo con la U maiuscola, mentre lei un po’ più leggera, divorziata e con due figli a carico, pensa di non aver possibilità di stabilità con l’altro sesso, e si accontenta del primo che capita, portandoselo anche letto, illudendosi a sua volta che sia la persona giusta, come quello con cui ha passato l’ultima passionale e fantasiosa notte.
Luca improvvisamente si presenterà alle due in mutande; viso da bambino e fisico scolpito e scambiando Lucia per Maria, intromettendosi nel dialogo fra le due che narrano l’una la vita dell’altra, entrando nelle diversità del loro stile di vita, il ragazzo e giovane non ha l’ esperienza di vita delle due più mature signore e sarà incalzato con domande ironiche; ma lui reagirà parlerà di se, racconterà la sua rabbia di figlio di separati, arriva ad imporsi perfino con urla e mosse di arti marziali, mettendo in chiaro per un momento chi è l’uomo e chi è la donna, lasciando così di stucco Lucia e Maria, e darà qui una visione non più esclusivamente femminile di una profonda analisi dei rapporti tra uomo e donna, genitori e figli.
É stato uno spettacolo garbato, pieno di messaggi, ben fatto, con qualche battuta scontata, ma ci poteva stare; ci siamo divertiti.
Sul palco tre bravi attori che sanno fare il loro mestiere, una splendida Angela Finocchiaro su tutti, colorata, ironica, con una mimica facciale fantastica, Maria Amelia Monti non ci è parsa quella mangia-uomini che voleva farci credere, ma non ha sfigurato, con quell’aria leggera da svampita ispira sempre simpatia; il giovane Stefano Annoni ha retto bene, ha fatto buona figura, possiamo dire promettente?
Il pubblico si è divertito e lo ha dimostrato con tanti e calorosi applausi.

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