La stagione della caccia

SCAFFALE

Quella che abbiamo letto noi, pubblicata dalla Sellerio nel 2019, sembra sia addirittura la 48^ edizione del romanzo di Andrea Camilleri, “La stagione della caccia”, che l’autore aveva pubblicato per la prima volta, sempre per la Sellerio, nel 1992.
Lo stesso Camilleri spiega di aver tratto l’idea del romanzo da una battuta registrata nell’Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1876. All’interrogante, che chiedeva se si fossero verificati fatti di sangue, veniva risposto: «No. Fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette persone». Come a dire: non è successo nient’altro che un sogno. Il sogno che questo libro viene a raccontare.”
Nel paese di Vigata arriva un misterioso personaggio che apre un negozio di farmacista. Il fatto passerebbe inosservato se qualcuno non riuscisse a collegare il giovane farmacista a suo padre, Santo Alfonso de’ Liguori, un ‘viddrano’, contadino, che curava ogni tipo di malattia con le erbe.
Questi, vent’anni prima, aveva dovuto allontanarsi da Vigata perché il figlio Fofò aveva osato fare amicizia con una bambina che era figlia del marchese Peluso, il quale per lei aveva ben altre aspirazioni.
Il paese di Vigata è ancora dominato dalla nobile famiglia dei Peluso che però sono entrati in una decisa fase di decadenza, con il rampollo innamorato di una capretta, la madre che impazzisce, il padre che cerca altro una altro figlio maschio, mentre in casa resta la figlia Ntontò che, dopo la sequela di tragiche morti dei famigliari, alla fine convola a nozze con il nostro farmacista, Fofò la Matina.
Sotto le apparenze, questo matrimonio risulta quindi essere la vera caccia messa in atto dal farmacista, che ha inteso così vendicare il torto subito dal padre che non era stato considerato all’altezza dei nobili marchesi Peluso.
Alla fine, ottenuto lo scopo di essere asceso al rango sociale di fronte al quale il padre era stato umiliato e respinto, Fofò si disinteressa sempre più della moglie e si dedica alla caccia assieme al tenente piemontese Emiliano di Saint Vincent, a cui alla fine confessa tutta la sequenza dei delitti perpetrati nei confronti dei nobili Peluso, venendo così denunciato e alla fine condannato.
Come si vede, al di là delle trame poliziesche del commissario Montalbano, Andrea Camilleri riesce a trovare vicende ed intrighi anche nel passato del paese di Vigata, un passato storico dentro il quale ci immerge con una grande vivezza emotiva. Come dire che a Vigata non è successo nulla “fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette persone”.

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