Lacci

TEATRO

Orlando“Lacci “, riduzione teatrale dall’omonimo romanzo scritto da Domenico Starnone, recentemente andato in scena al Teatro Comunale di Thiene, è la storia (e qui prendiamo a prestito una frase che ben la rappresenta) “del rumore profondo che fa la fine di un matrimonio quando si spezza “
“Ora mi è tutto chiaro. Hai deciso di tirarti fuori, di abbandonarci al nostro destino. Desideri una vita tua, per noi non c’è spazio. Desideri andare dove ti pare, vedere chi ti pare, realizzarti come ti pare. Vuoi lasciarti alle spalle il nostro mondo piccolo ed entrare con la tua nuova donna in quello grande.”
Queste, sono le parole che fanno parte di una lettera che Vanda, la protagonista, all’inizio scrive al marito Aldo.
Aldo, trasferitosi a Roma per insegnare, si innamora di un’altra donna, lasciando Vanda sola a Napoli con due figli e con tutte le problematiche che ne conseguono: rabbia, solitudine, bollette, educazione dei figli…
Il testo drammatico è di una amarezza profonda, ci racconta la storia deprimente di una famiglia lungo un arco di quarant’anni attraverso dei flash back e vista da tre prospettive diverse, moglie, marito, e figli.
La moglie Vanda, secondo noi, è il personaggio più amaro dell’intera vicenda; è furiosa e rancorosa, non riesce a perdonare il tradimento, è avara anche nei sentimenti, supplica Aldo di tornare mettendolo di fronte alle proprie responsabilità di marito e soprattutto di padre.
Il marito Aldo dopo quattro anni torna sconfitto riscoprendo così i lacci (che a noi sono sembrati catene) che lo legano alla famiglia e rinunciando alla sua libertà e all’amore proibito, è pronto al compromesso, ad una convivenza senza amore.
I figli, infine. Quando li incontriamo, i figli Sandro e Anna sono ormai indipendenti e ognuno con i propri problemi; non dimostrano nessun affetto verso i genitori, e si capisce che non hanno mai perdonato il padre. Pensano solo a come dividersi il patrimonio, avendosi Aldo fatto negli anni una buona posizione economica.
Storia credibilissima, di quelle che incontriamo tutti i giorni nel nostro quotidiano.
Sul palco un cast di buon livello, bravi Silvio Orlando (Aldo) e Vanessa Scalera (Vanda), anche gli altri protagonisti non hanno sfigurato.
La trama, realistica, è ben recitata ed una eccellente regia, quella di Armando Pugliesi, riesce a trascinarci dentro alla storia e a farci provare le stesse sensazioni dei protagonisti.
Il pubblico thienese ha salutato con calore e molti applausi, ma crediamo che in molti siamo usciti senza fiato, con un pugno nello stomaco.

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