Largaspugna

TEATROINSIEME ZUGLIANO

‘Il teatrino della politica’ potrebbe essere stato un più consono titolo della commedia di Arnaldo Fraccaroli “Largaspugna”, con cui la compagnia Teatroinsieme di Zugliano si è presentata sabato 21 gennaio ad un nuovo debutto di fronte, come sempre, al suo pubblico.
La vicenda narrata è sostanzialmente quella della campagna elettorale di Tommaso Largaspugna che, diventato ricco grazie ad una eredità, si è dato alla politica e, da sindaco di un paesetto del basso vicentino, aspira ora a diventare deputato in parlamento; per questo trae dai giornali frasi ad effetto, che propina ad ogni piè sospinto in continui roboanti discorsi.
La scena si apre la mattina successiva ad una importante cena elettorale nella quale Largaspugna è convinto di aver pronunciato un fondamentale discorso programmatico, che nessuno ricorda ma che tutti si auto-convincono di aver sentito, anche per non dover ammettere di aver bevuto troppo.
La sua candidatura è sostenuta dal circolo “Stringiamoci insieme” composto dai maggiorenti del paese, tra cui il farmacista e il medico, e che ha sede nella locale farmacia, dietro un paravento, che nasconde anche gli intrallazzi della moglie del farmacista, troppo impegnato in politica, con l’aitante garzone.

La scalata al potere di Largaspugna, che vive con una sorella, ad un certo punto si intreccia con la vicenda amorosa con un’attrice un po’ avventuriera, che riesce a spillargli i quattrini per la sua compagnia di teatro e che alla fine, diventato lui onorevole, riuscirà a “conquistarlo”.
Il passaggio operato nel 1922 dallo stesso Fraccaroli da un suo romanzo giovanile, “Tommaso Largaspugna, uomo pubblico”, al testo teatrale, ha indubbiamente lasciato qualche lentezza narrativa che gli attori di Teatroinsieme Zugliano, guidati dalla regista Gabriella Loss, hanno saputo superare e risolvere nella chiave comica che pervade molte situazioni, sfociando spesso nell’ironia e talvolta nel sarcasmo.
È indubbio infatti che sul piano della recitazione la commedia si regge non solo sulla efficace interpretazione di Gian Stupiggia nel ruolo di Largaspugna, ma anche sulle simpatiche tipizzazioni degli altri personaggi da parte degli attori di Teatroinsieme, in un gioco d’insieme che la regista sa dosare anche sul piano psicologico.
Elemento di assoluta novità è la scelta linguistica della commedia, non tanto di un dialetto veneto italianizzato, come ci si sarebbe potuto aspettare, quanto più di un italiano dialettizzato, dato che l’originale di Fraccaroli è in italiano, con interventi della regia per adattarlo agli attori della sua compagnia.
Notevole ancora una volta la scenografia, con la fedele ricostruzione di un salotto d’inizio secolo scorso da parte di Gian Stupiggia, ben curata la parte musicale, mentre è indubbio che tra gli aspetti che più si sono imposti all’occhio dello spettatore, ci sono i costumi, frutto di una accurata ricerca e di un’elegante esecuzione.
Ci si potrebbe sbizzarrire all’infinito a ricercare facili parallelismi tra il ‘teatrino della politica’ di un secolo fa e quello di oggi, a cominciare magari dal candidato che in un enfatico politichese fa continuo riferimento ad un discorso programmatico mai pronunciato; gli elementi sarebbero molti, dalla stampa compiacente, al voto di scambio, magari fatto mettendo un lassativo nel vino degli avversari politici.
Forse però, di questi tempi, potrebbe tornar più utile per tutti divertirsi a considerare serenamente cosa diventino le nostre quotidiane diatribe politiche quando ci vengono rappresentate sul palcoscenico, dove cioè il teatro, da sempre specchio della società, ci permette di vederle con il necessario distacco critico.