Le riforme… cominciare dall’inizio

ATTUALITÀ

314_ConflittoNon riusciamo, proprio non riusciamo, ad entusiasmarci più di tanto, partecipando all’enfasi attualmente data al problema delle riforme, sostenute da ministri poco più che ventenni, ed enfatizzate dal Premier Matteo Renzi, naturalmente col permesso di Berlusconi; il quale dalle posizioni in cui era stato sprofondato, con l’aiuto dell’amico Matteo, sta risalendo una china che, è facile prevedere, lo porterà a tornare protagonista delle politica italiana (“La riforma del Senato l’abbiamo fatta noi!” si comincia già a sentir dire); noi, si intende, di Fi e non certo il Pd di Renzi, con i suoi dissidenti, al quale sarà esclusivamente addebitato tutto il non fatto e tutto quello che risulterà di sbagliato.
Il fatto è che noi, a fare le riforme in Italia, avremmo cominciato… dall’inizio; e cioè dal risolvere finalmente l’annosa questione del conflitto di interessi, con un politico che è proprietario di almeno 3 tv private, senza contare l’ossequioso Tg1 della Rai, più berlusconizzato di Berlusconi.
La democrazia, quella vera, quella dei cittadini, passa inevitabilmente per un’opinione pubblica che sia democratica, cioè che si formi attraverso un’informazione altrettanto libera e democratica e non sotto il controllo di qualche gruppo di potere che ha interesse a distorcerla e a piegarla a suo vantaggio.
Un’opinione pubblica che si formi dal confronto di idee diverse, tra cui scegliere, e non bistrattata con le stesse tecniche di persuasione pubblicitaria di un formaggino.
Una legge sul conflitto di interesse, che lo stesso Renzi a suo tempo proclamava come “premessa” necessaria per ogni discorso di riforme in senso democratico del nostro Stato, e che oggi non appare neppure all’orizzonte del suo governo dei mille giorni; non risulta infatti se ne sia parlato negli accordi presi con Berlusconi.
A noi resta sempre il rammarico che, pur con la risicata maggioranza del Pd alle ultime elezioni politiche, mettendo insieme le altre forze progressiste, ci sarebbe stata la maggioranza per fare una legge per risolvere finalmente il conflitto di interesse; purtroppo a questi salti di qualità il grillismo non è ancora maturato, con il comico capetto che sbraita come un ossesso spiritato nelle piazze senza mai concludere nulla.
E così, come scrive Curzio Maltese a proposito della legge sul conflitto di interessi, restiamo “l’unica grande democrazia a non averne una e naturalmente siamo anche il sistema politico più carico di conflitti di interesse.”
Forse per fare le riforme, non come vuole Berlusconi, ma in vista di un sistema democratico più maturo e moderno, bisogna alzarsi dal chiassoso pollaio, dove il più bravo è quello che sbraita e gesticola di più. La nostra Costituzione si basa su delicati equilibri fra i vari poteri, scardinando i quali si rischia di far venir meno la democrazia e la libertà in Italia.

1 commento su “Le riforme… cominciare dall’inizio

  1. “Santo subito” e8 un bell’augurio. Per eserse santificati, bisogna aver raggiunto un requisito inderogabile, una condizione sine qua non: eserse morti. Quindi, santifichiamoli tutti, questi “politici” che hanno completamente dimenticato che la loro e8 una missione, non una sinecura: non solo renzi, ma anche tutti gli altri.

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