L’Europa e il suo contrario

ATTUALITÀ

Ormai immersi come siamo nella campagna elettorale per le prossime Elezioni Europee, viviamo un momento di enorme disagio, perché ci sembra sia in atto una dura lotta tra modi di concepire la politica che sono assolutamente contrari e autoescludenti, comunque non più rispondenti alla logica consolidata in cui siamo cresciuti.
Invece di cercarsi un posto di lavoro, magari con qualche iniziale adattamento (la cosiddetta ‘gavetta’), i giovani sono spinti ad aspettare che un fantomatico navigator gliene offra uno loro, rispondente ai propri gusti, godendo nel contempo di un reddito di cittadinanza; sempre ammettendo che un navigator (leggi giovane disoccupato) di fronte ad un bel posto di lavoro, lo dia ad altri, e non se lo tenga per lui.
Salvini propone la flat-tax, con cui dichiaratamente riduce le tasse ai ricchi; allora ci vien da chiederci, se non si combatte l’evasione fiscale, cosa che non si sta facendo, a chi, per compensare le entrate, verranno aumentate le tasse se non a chi già ora le paga senza poterle evadere.
Sembra che il debito pubblico, ormai in incontrollato aumento, non sia più un problema, perché il nostro governo sovranista contesta l’austerity europea, cioè il controllo della spesa, come mezzo per fermarne la crescita entro certi limiti.
Ieri Salvini, vice-premier, ha detto “Conte non gode più della mia fiducia!” Questo, in tempi di normalità politica, comporta la fine del governo, per il venir meno della fiducia da parte di una delle forze determinanti che lo compongono; evidentemente non viviamo una normalità politica.
In un’Italia che, come penisola, è naturalmente aperta verso il mare, ci si vanta di aver “chiuso i porti”, mentre si viene a sapere che la scelta della Brexit è stata determinata da Facebook.
Insomma l’impressione è che, tra l’esultanza e la goduria generalizzata, si sta andando in senso letteralmente contrario a quello del buon senso politico.
Mentre a noi sembra che le prossime elezioni Europee dovrebbero costituire un ulteriore passo verso un’Europa “diversa” sì, ma che sia più Europa, c’è chi come Salvini e i sovranisti che tendono alla “meno Europa possibile, perché prima gli Italiani… gli Ungheresi … ecc.”
L’Europa non è più un treno su cui, discutendo anche animatamente, si va nella stessa direzione; sembra un luogo dell’assurdo in cui sullo stesso vagone viaggiano politici che vanno in senso contrario.
Mentre dagli stadi fuoriescono le squadracce fasciste, ormai non contenute e tanto meno combattute da chi costituzionalmente avrebbe il dovere di farlo, restiamo estremamente preoccupati della situazione, anche perché non vediamo chi, a livello di informazione pubblica, possa chiarirci se con le prossime Elezioni Europee stiamo andando verso la più o la meno Europa.

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