L’Ispettore generale

TEATRO

180_IspettoreGeneraleEntrando in Teatro Comunale ci accoglie un palcoscenico senza sipario; e questo ci dà l’impressione di essere accolti da un abbraccio, con la sensazione che non ci sia spazio fra palco e platea, che fra attori e pubblico ci sia un tutt’uno.
Nel palco è rappresentato uno squallido bar dalla tapezzeria sporca e consumata, c’è una televisione che trasmette, una slot machine che rimarrà sempre accesa.
Siamo in un paese della campagna russa, la scena è già animata dagli attori che rimarranno a vivacizzare la scena anche durante l’intervallo: stiamo per assistere all’opera teatrale di Nikolaj Vasil’evic Gogol’ dal titolo “L’Ispettore Generale” scritto nel 1836, (si dice che l’autore per scrivere il testo sia stato ispirato da un fatto di cronaca dell’epoca); sappiamo che è una storia di meschinità e cupidigia, di denuncia alla corruzione pubblica; ma allora niente è cambiato?
La regia è di Damiano Michieletto definito “enfant prodige” delle regie teatrali e operistiche, si dice sia prenotato per importati lavori fino al 2019; capiamo dall’impianto scenico, che lui vuole raccontare un classico con toni moderni. Dice Michieletto ”i classici hanno una forza che scavalca i secoli e vanno rispettati nella loro essenza. Io penso che non si debba subire la tradizione, ma usarla come trampolino per arrivare all’oggi.”
Nel bar, gestito da un Sindaco corrotto e senza scrupoli, frequentato dai responsabili del servizio pubblico, che sono anche dei loschi affaristi, profittatori e sfruttatori, c’è subbuglio; si è infatti diffusa la notizia dell’arrivo di un ispettore generale. Sono tutti spaventati e impauriti, tutti sanno di avere intascato bustarelle; figurarsi l’agitazione quando si crede che l’ispettore sia già arrivato in incognito.
In realtà quello che viene creduto l’ispettore, altri non è che un giovane squattrinato che ha perso tutto in una partita a carte, ma siccome stupido non è capisce subito quali benefici può ricavare da questa occasione, si troverà inaspettatamente sommerso da banconote… Dirà poi andandosene “Questi soldi sono sporchi, unti di grasso … chi può avere delle banconote unte?… gente che forse un po’ sporca lo è.”
Il finto ispettore sarà anche ospitato in casa del sindaco e si divertirà a portare scompiglio e confusione in famiglia, facendo il maniaco sessuale verso moglie e figlia, tanto da fare poi una improbabile domanda di matrimonio a quest’ultima.
Abbiamo visto sul palco una satira graffiante sull’ipocrisia e corruzione,un tema così serio trattato con una comica leggerezza, tutto era volutamente esagerato; i personaggi tutti gustosi e teatrali, c’era coralità fra tutti, ritmo ansioso e sostenuto, invenzioni registiche capaci di tenere viva l’attenzione del pubblico, ci sono state delle scene veramente deliziose, piene di estro creativo come quando nell’euforia di voler conquistare l’ispettore, il sindaco e il suo clan tentano di ubriacarlo passandosi la bottiglia di mano in mano per versare continuamente la vodka nel suo bicchiere; c’è una simpatica coppia alla Gianni e Pinotto, l’uno che ripete l’altro, caratterizzati nella giusta misura. Citiamo Silvia Paoli nella moglie panterata (per il vestito) ironica ed eccessiva, Eleonora Panizzo nella parte della figlia timida, maltrattata, insignificante e bruttina; lei ci fa compagnia in scena anche durante l’intervallo tenendo sempre vivo il suo personaggio,alla fine si rivelerà la più giudiziosa.
Il finale sarà una esplosione di fantasia e di musica a tutto volume, di luci colorate, tutti vogliono festeggiare lo scampato pericolo; i personaggi si abbandoneranno ad ogni esagerazione: in costume da bagno dentro ad una piscina di plastica, a sniffare cocaina, bere vodka a volontà fino all’annuncio dell’arrivo del vero Ispettore che riporterà tutti alla realtà.
A questo punto la figlia mette in bocca a tutti dei soldi sporchi; prenderà poi un grosso mattarello dove è infilato un rotolo di domopak e girando intorno ad essi farà un grottesco pacco.
Per noi lo spettacolo è stato un po’ lungo, qualcosa forse si poteva tagliare, ma è stato brillante e il suo punto di forza secondo noi è stata la coralità.
Un doveroso bravo all’estro, all’inventiva e alla provocatoria regia di Damiano Michieletto… molti e convinti gli applausi.

2 commenti su “L’Ispettore generale

  1. da quello che si cscaipe dalla foto sta facendo un classico caricamento prima del lancioe sec, anche dopo il lancio le mani vanno raccolte in un certo modo.devi pensare che il lancio nel baseball funziona come se il corpo si caricassecome in una posa di tai chi, (lo so che il paragone non e8 il massimo, ma rende l’idea)il lancio classico e8 completamente diverso dal lancio del softball, dove non c’e8 tutto il caricamento appunto, ma solo la rotazione del braccio.lo so perche9 l’ho imparato da piccola dai miei fratelli, e quindi giocavo da maschiaccio anch’io a baseball, altrimenti di solito le femmine fanno il lancio semplificato da softball e comunque il lancio cosec e8 molto pif9 figo.non so se si dice catch ball perf2 quello e8 sicuramente il corrispettivo nel baseball del giocare a due a pallone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *