Lincoln

CINEMA

111_LincolnAl Cinema S. Gaetano di Thiene, nell’ambito dei Cineincontri 2013, abbiamo recentemente assistito al film “Lincoln” di Steven Spielberg che era in corsa per l’Oscar con diverse nomination, ridottesi poi sostanzialmente nel premio per il miglior attore a Daniel Day Lewis.
Tra i film concorrenti noi abbiamo finora visto, sempre tra i Cineincontri, “La storia di PI” vincitore di alcune statuette assieme ad “Argo” , che invece non abbiamo ancora visto.
Per quanto possa contare, almeno relativamente a “Lincoln” stavolta siamo d’accordo con la giuria degli Oscar: non è un grande film, a parte l’interpretazione del protagonista Daniel Day Lewis.
La vicenda è incentrata sullo sforzo del presidente Usa Abraham Lincoln, al suo secondo mandato, di far passare il 13.mo emendamento alla Costituzione americana, che prevede l’abolizione della schiavitù, proprio mentre gli stati del nord sono impegnati in una sanguinosa guerra civile contro gli stati separatisti del sud che invece sulla schiavitù basavano la loro economia.
Quello che per lo spettatore è difficile da seguire è proprio il complicato gioco politico in atto, le schermaglie tra i rappresentanti della Camera e del Senato Usa, con gli inevitabili compromessi e sporchi patteggiamenti, per raggranellare il voti necessari per fare passare la mozione proposta da Lincoln che si prolungano in modo esasperante.
Forse per noi italiani può essere di una qualche consolazione che anche le importanti decisioni prese dalla democrazia Usa passino per fasi non sempre e non tutte cristalline.
Il Lincoln del film è un presidente che, con il potere che gli conferisce la Costituzione, può dire “io ho deciso così, voi trovati i voti per convincere il Congresso”; sembra dimesso, sfuggente, distratto, ed invece è fortemente concentrato su una decisione che, come di fatto sarà, sentiva come storica.
Un Lincoln colto anche nella dimensione famigliare, con i non facili rapporti con la moglie dall’equilibrio instabile e i figli, il maggiore dei quali sente come suo dovere partecipare alla guerra in atto, nonostante il parere contrario dei genitori.
Un film che potremmo definire poco illuminato, non tanto perchè non propugni grandi idee, me semplicemente perchè gli ambienti sono in prevalenza mezzo illuminati, con luci fioche e i paesaggi esterni o notturni o grigi e piovosi.
Raccapriccianti le scene di guerra con l’immane massacro di Pittisburg, da mostrare a chi anche dalle nostre parti ha velleità separatiste.

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