L’Istituto Medico Pedagogico “E. Nordera” di Thiene

SCAFFALE

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È toccato ancora una volta a Danilo Restiglian il compito di salvare una delle pagine più belle della storia di Thiene, per quanto stranamente da parte dei thienesi si cerchi di dimenticarla, col rischio di rimuoverla.
Stiamo parlando del saggio fresco di stampa “Istituto Medico Pedagogico Veneto “Ettore Nordera” di Thiene”, in cui Danilo Restiglian ripercorre la storia di questa istituzione a partire dalle sue origini nel giugno del 1909 fino alla sua chiusura nel 1988, diventando poi un’area del Comune la cui ristrutturazione potrebbe in prospettiva cambiare la fisonomia stessa del centro della città.
Il fondatore, dott. Ettore Nordera, era Direttore del Manicomio Provinciale San Felice di Vicenza, ed aveva altrove provato a fare quello che a Thiene, sull’area dell’ex-Collegio vescovile, gli riuscirà così bene: una struttura dedicata al recupero dei ragazzi che chiameremo problematici, visto che i nomi con cui sono stati nel tempo definiti sono diventati offensivi; si tratta infatti dei ragazzi allora tecnicamente definiti “deficienti”, che diventeranno “handicappati” e che ora si definiscono “diversamente abili”.
Ragazzi quindi con problemi di varia natura, sulla cui crescita ed inserimento sociale si è molto, ma molto, parlato, e molto poco si è fatto.
Ettore Nordera è stato uno che quel poco o tanto che di poteva fare, lo ha organizzato in una struttura ricettiva permanente e assieme ai suoi collaboratori lo ha fatto.
C’è nell’opera di Restiglian un concetto che per noi, persone di scuola, è fondamentale; premesso che ormai nessuno più discute sull’inserimento dei ragazzi con problemi nelle strutture pubbliche e quindi nella scuola, è fondamentale considerare se questi alunni sono o non sono “scolarizzabili”, possono cioè o no seguire un qualche percorso scolastico.
Se lo sono, vanno inseriti nella scuola e opportunamente aiutati e sostenuti nel loro percorso individuale, tenendo presenti le loro capacità e i loro limiti.
Se non sono scolarizzabili, è disastroso far loro seguire forzatamente un iter scolastico, perché il loro eventuale recupero e il loro inserimento deve avvenire facendo loro acquisire per altre vie, diverse dallo studio, le competenze pratico-lavorative necessarie al loro inserimento sociale, sempre naturalmente rapportate alle loro capacità.
L’Istituto Medico Pedagogico fondato da Ettore Nordera in questo si pone come una struttura di assoluta avanguardia, non solo un secolo fa ma ancor oggi.
L’Istituto, poi diretto dal dott. Giovanni Baron, si configurava come una comunità che al suo interno aveva una gestione autonoma e autosufficiente basata sulla stretta collaborazione e interdipendenza tra gli allievi e i loro maestri, con in prima linea le suore che a lungo vi hanno operato.
Una comunità che rimase, purtroppo anche volutamente, isolata dal contesto sociale della città di Thiene, la cui apertura all’esterno, con l’abbattimento dei muri che nascondevano i diversi, forse non è ancora del tutto completata.