M, il figlio del secolo

SCAFFALE


Forse siamo come Jerome K. Jerome di “Tre uomini in barca” che, consultando un libro di medicina, scoprì di avere i sintomi di tutte le malattie elencate, eccetto un’unica rara malattia sub-tropicale.
Scherzi a parte, è un po’ la sensazione che proviamo dopo aver letto il libro “M, il figlio del secolo” di Antonio Scurati.
Si tratta di un’opera ponderosa, 840 pagine, edito dalla Bompiani nel febbraio di quest’anno, in cui viene minuziosamente descritta la graduale ascesa del fascismo di Benito Mussolini fino alla conquista del potere dopo la Marcia su Roma.
Sembra quasi di assistere ad un esperimento in vitro, ma purtroppo è storia.
Il malcontento popolare seguito alla Grande Guerra, tra il 1919 e il 1921, si era espresso in quello che viene chiamato il ‘biennio rosso’, con scioperi e disordini continui, mentre all’orizzonte albeggiava come una speranza la rivoluzione bolscevica.
Il partito fascista fondato da Mussolini, a capo di un manipolo di camerati, cominciò ad opporsi ai disordini, organizzando squadre di intervento che ben presto si fecero prendere la mano, tanto che ad un certo punto erano i rossi a doversi difendere dalla violenza fascista.
Una violenza ormai generalizzata e dilagante, non arginata né ostacolata dalle forze dell’ordine, e che ha il suo culmine nella Marcia su Roma.
Una delle grandi vergogne dei regnanti Savoia fu che di fronte alla ribellione fascista, Vittorio Emanuele III (evitiamo di chiamarlo re) invece di imporre l’ordine dello Stato, consegnò il governo del paese in mano a Mussolini.
È lo stesso sovrano che nel 1938 firmerà le leggi razziali fasciste, e che nel 1943, di fronte al nemico tedesco, non troverà di meglio che fuggire.
Quello che più ci ha impressionato nella lettura di questo libro di Scurati è il frequente parallelismo con certe situazioni che viviamo oggi, con quel crescendo della violenza fascista che, uscita dagli stadi dove era considerata folklore da ultras, sta sempre più entrando con una serie di micro o macro episodi nella attuale vita sociale italiana.
Così, in contemporanea con un fatto di violenza fascista letto sul libro di Scurati, capita di sentire dal tg la notizia che i fascisti hanno occupato piazza Loreto a Milano; il tutto senza che in entrambi i casi le forze dell’ordine, quelle magari che prestano la felpa del corpo a Salvini, riescano ad evitarlo.
Allora come oggi, anche se in modo forse meno pacchiano, il piede sembra ormai essere sull’acceleratore e la violenza fascista nelle sue varie forme sta crescendo senza che qualcuno prema sui freni.
Eppure noi siamo convinti che chiunque legga con il dovuto interesse la storia di “M” raccontata da Scurati, acquisendo un’approfondita conoscenza su come il fascismo di Mussolini è arrivato al potere, verrà fortemente rinsaldato nelle sue convinzioni anti-fasciste di una democrazia italiana da difendere.

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