Ma non chiamatela … pace fiscale!

ATTUALITÀ

Hanno la spudoratezza di chiamarla … pace fiscale; il mezzo-premier Salvini vorrebbe intenerirci sul suo ben noto buon cuore, per altro già ampiamente dimostrato con gli immigrati, con questo provvedimento che andrebbe in miserevole soccorso “di chi ha fatto la dichiarazione ma non ha i soldi per pagare.” Non sappiamo se lui, in cuor suo, davvero ci creda… noi no!
Questo provvedimento, comunque camuffato, è un altro immorale condono fiscale, uno di quelli con cui si raschia il fondo, se si arriva a condonare persino le multe del 2010.
Un provvedimento che magari solo un governo fa, i grillini avrebbero condannato con le forme esagitate con cui ragionavano politicamente, con il solito parapiglia in Parlamento, e piazzate già viste e ampiamente scontate.
Ma basta cambiare il nome, invece di condono chiamiamolo… pace, e allora secondo loro il provvedimento diventerebbe persino moralmente accettabile.
Una moralità a fisarmonica, come ben si vede, di fronte alla quale la Lega di Salvini, già debitrice verso lo Stato di una quarantina di miliardi di tasse non pagate e dilazionate all’infinito, prova ad arrampicarsi sugli specchi di una solidarietà sociale d’acchito con cui giustifica chi non paga le tasse perché … non ha i soldi.
Come dire che mentre milioni di lavoratori dipendenti ricevono lo stipendio con le tasse già detratte, gli altri, per il fatto stesso di avere fatto una dichiarazione, devono per forza aver percepito un reddito, che si sono mangiati in altro modo, senza versare quanto avrebbero dovuto allo Stato. E adesso … non hanno i soldi. A Salvini e Di Maio fanno pena… a noi fanno schifo, soprattutto quando si arriva a condonare persino una multa per una infrazione stradale non pagata…
Veniamo dal ventennio berlusconiano che ha registrato una profonda deregulation morale, in cui i valori del rispettoso vivere sociale sono diventati dabbenaggine di fronte ai disvalori dei furbi di turno, che se la cavano indenni facendo i loro sporchi interessi.
È ormai questo diffuso senso di sostanziale impunità dell’evasione fiscale che porta il sedicente governo del cambiamento, ad essere in perfetta continuità con i vari condoni che il loro moralismo d’acchito aveva duramente stigmatizzato, in base ad una controversa logica secondo cui un condono è immorale finché … non lo facciamo noi, camuffandolo da ‘pace fiscale’.
Questo provvedimento del governo Salvini-Di Maio di fatto autorizza tutti noi, per quanto possiamo, a non pagare quanto dovuto allo Stato… in attesa del prossimo condono che certamente verrà, magari in nome di quella che mostruosamente hanno la spudoratezza di chiamare ‘pace fiscale’.

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