Maria di Magdala

TEATRO

258_MaddalenaA conferma della vitalità del teatro thienese della Compagnia “La Zonta”, abbiamo assistito sabato 11 aprile al Teatro Comunale di Thiene, alla prima assoluta di “Maria di Magdala”, su testo di Cristina Lanaro e per la regia di Giampiero Pozza.
Almeno tre sono, secondo noi, gli aspetti più interessanti per tentare un iniziale ma organico approfondimento critico di questo nuovo lavoro teatrale: il testo, la regia, l’interpretazione.
Il testo di Cristina Lanaro, premiato nel 2014 al Concorso Nazionale di Drammaturgia Teatrale “U. Bozzini”, narra la vita, la predicazione, la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Ma, evitando di cadere nel gioco, non sempre disinteressato, tra Vangeli canonici e quelli apocrifi, Cristina Lanaro legge i Vangeli da un’ottica del tutto diversa, cioè quella di una donna, o meglio delle cosiddette “pie donne” al seguito del Nazareno. Tra queste Maria di Magdala, o Maddalena, una prostituta che ‘liberata’ dal Cristo, ha scelto di seguirlo fino alla sua morte e resurrezione.
Così, per esempio, l’Ultima Cena è vissuta dalle donne nella cucina, dove preparano le pietanze, pane e vino compresi, rigovernando le stoviglie, mentre nella sala adiacente il Cristo istituiva l’Eucarestia.
Lo stesso si dica per la cacciata dei mercanti dal tempio o per la moltiplicazione dei pani e dei pesci, in cui è determinante la presenza femminile; finché sono proprio Maddalena e le pie donne a trovare vuoto il sepolcro del Cristo risorto, testimoniandone la resurrezione
Sul piano delle regia, Giampiero Pozza, che interpreta la parte di Giuda iscariota con la sola mimica e senza pronunciare una battuta, c’è una efficace elaborazione degli elementi scenici che servono al cambio di situazione, evitando inopportune pause nell’azione teatrale; strutture che con un semplice gesto diventano croce e sepolcro.
Notevoli anche musiche e costumi, creati con un attento studio dell’epoca in cui la vicenda si svolge.
Per quanto infine riguarda la recitazione, è inevitabile che dato il numero degli attori in scena, molti dei quali debuttanti o quasi, questa risulti in qualche modo diseguale, pur mantenendosi per tutti ad un livello più che accettabile.
Ci sono piaciute particolarmente le pie donne, che vivono con la serena leggerezza della danza la loro esperienza di una vita al seguito del Cristo, pervenendo a scelte umanamente non sempre facili da fare.
Un discorso a parte va forse fatto per Maddalena, che partendo dall’abisso della lussuria, da cui è liberata con una efficace (anche nel gesto) azione di spogliazione esorcistica dal male che la pervade, si dedica all’amore per il suo liberatore; un amore che, senza implicazioni sessuali, è comunque un forte sentimento umano, in grado di dare senso alla vita. Ed è questo amore che porta Maddalena ad una specie di identificazione col Cristo, sia nel miracolo della moltiplicazione dei pani, che nella cacciata dei mercanti dal tempio.
C’è nella recitazione della Maddalena di Anna Chiara Bassan una specie di denouèment psicologico, una progressiva evoluzione in crescendo che porta dall’amore terreno, al sentimento umano, fino quasi all’amore mistico, che ha la sua apoteosi nell’umanissimo e toccante monologo conclusivo, in cui la donna, come tutti noi, vorrebbe chiedere al Cristo risorto le risposte e le ragioni sul perché dei mali che ci assillano quotidianamente.
Forse ha ragione l’Assessore alla Cultura del Comune di Thiene, prof.sa Maria Gabriella Strinati, a dire che la Compagnia “La Zonta” è un bene prezioso per la cultura e per il teatro di Thiene.

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