Minetti

TEATRO

MINETTI-Eros Pagni-Foto Bepi CaroliNella Hall di un anonimo albergo, un maestoso Eros Pagni dà vita alla figura di Bernard Minetti, attore del secolo scorso, effettivamente esistito e letteralmente adorato dallo scrittore tedesco Thomas Bernard, tanto da dedicargli questo appassionato testo teatrale dal titolo “Minetti, ritratto di un vecchio artista”, visto al Comunale di Thiene all’interno della 37^ Stagione Teatrale.
Questo è uno spettacolo sul mestiere dell’attore, un lavoro riflessivo sul senso del teatro nella società, una storia tragica con venature umoristiche raccontate attraverso un monologo costantemente in bilico tra fallimento e follia.
La vicenda si sviluppa nella notte di San Silvestro in uno spazio sospeso, dove, in mezzo a una bufera di neve, la Hall di un albergo accoglie un vecchio signore accompagnato da una voluminosa e importante valigia contenente i ricordi di tutta la sua vita, ma soprattutto la maschera da lui usata in Re Lear, messo in scena trent’anni prima e realizzata appositamente dal pittore James Ensor.
Minetti spiega al portiere e all’usciere, due presenze mute, di avere un appuntamento con un impresario teatrale il quale gli ha proposto di interpretare per l’ultima volta questo personaggio.
L’impresario, però, non arriva e l’attore nell’attesa comincia a raccontarsi in una grottesca confessione a una svagata signora che gli siede accanto, amante dello champagne e anche lei poco meno che muta, l’attore vuole fare un bilancio della sua esistenza di uomo e di attore e nel suo delirio si paragona alla condizione di Re Lear, si sente un vecchio abbandonato e oltraggiato dall’esistenza, è furibondo e incollerito, lancia accuse contro la società istupidita e dirà ”se vuoi fare l’attore devi essere pronto, in qualche modo, ad abbracciare la follia; non tutti riescono, alcuni vengono schiacciati da coloro che non sono folli e che si rassicurano tra di loro attraverso l’Arte Classica” .
Quando il sipario si riapre troviamo seduta accanto a Minetti una ragazza che aspetta il suo fidanzato per andare ad una festa e che subito sembra essere indifferente e infastidita da questo soliloquio, ma poco a poco sembrerà cogliere per davvero lo sconforto e la disperazione del vecchio e nell’andarsene quasi a malincuore, gli regalerà l’ultimo sorriso.
Ritroveremo nel finale Minetti fuori all’aperto seduto su una panchina sotto una bufera di neve, affronterà la morte dopo aver ingoiato parecchie pillole ed aver indossato quella maschera.
La regia di Mario Sciaccaluga è sicura ed efficace, l’azione si svolge su una pedana girevole e sullo sfondo del monologo si alternano un viavai di allegri e spensierati giovani mascherati che festeggiano la notte di San Silvestro, abbiamo apprezzato la padronanza degli attori di stare sul palco e recitare anche senza parlare, lo hanno fatto con la gestualità del corpo e la mimica della faccia, tutti bravi; una citazione la dobbiamo a Daniela Duchi che ha impersonato la ragazza muta che ha ascoltato l’ultimo farneticare del vecchio attore; bravissima.
Entusiastici e affettuosi gli applausi in sala per il superbo Eros Pagni e a tutto il cast.

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