Montedidio

SCAFFALE

scansione0002Non conoscevamo, se non vagamente, Erri de Luca quando abbiamo avuto l’occasione di leggere questo suo ‘Montedidio’, edito dalla Universale Economica Feltrinelli nel 2001.
Questo per dimostrare quanto aleatorio e casuale può spesso diventare l’incontro con un autore, seguendo vie assolutamente impensate, al di fuori della logica del business e della propaganda editoriale.
Montedidio è una zona, forse meno nota, di Napoli dove si svolge la vicenda di un ragazzo che è entrato in possesso di un boomerang, che per tutto il racconto si allena per imparare a lanciare (il titolo avrebbe benissimo potuto essere ‘Il ragazzo con boomerang’).
Siamo in un quartiere povero dove si svolgono povere vite, al di fuori dal chiasso della ricchezza e della violenza, vicende umane di ogni giorno e non per questo meno tragiche.
A narrare in prima persona è un ragazzino, garzone presso un falegname, con una famiglia in cui nel corso del racconto viene a mancare la madre per malattia, amorevolmente assistita dal padre, perché vuole prendersi tutta la vita che la moglie ancora gli può dare.
La vicenda principale è comunque l’amore del garzone con Maria, la ragazza che con lui scopre un amore ingenuo, diverso da quello squallido di un vecchio che la insidia e che attraverso lei ricatta i genitori in ritardo sul pagamento dell’affitto.
Un amore che più che essere basato su un convenzionale ‘ti amo’, si esprime con un ‘m’importa di te’ con cui si esprime un interessamento per l’altro, un apprezzamento della sua presenza.
Vite comuni di persone che, più che vivere, devono cercare di sopravvivere in un mondo non ostile ma di limitate possibilità, mantenendo una dignità che a volte stona con l’ambiente.
Fino al gran finale di Capodanno in cui il ragazzo e Maria cenano col padre a base di vino e della pizza di Gigino, “il più gustoso boccone prima di Napoli e poi del mondo”.
Poi, allo scoppiare della mezzanotte, il padre torna a lavorare per sostituire un collega, “mentre la sua vita di prima è finita e fanno nuovo un anno e buttano via quello vecchio e lui sta con tutto il cuore dentro gli anni passati e buttati tutti insieme…”
Nella scena finale il ragazzo, abbracciato a Maria mentre tutto intorno scoppiano i botti e la gente si libera di ciò che considera vecchio e inutile per l’anno nuovo, finalmente il ragazzo con un atto liberatorio riesce a lanciare il suo boomerang, una specie di sfida alla vita.
‘Montedidio’ è un romanzo strutturato su brevi capitoli, quasi momenti di una vita che, complice forse Napoli e la napolinità, è intrinsecamente poetica, una poesia che possiamo ritrovare anche nell’umile e nel quotidiano delle nostre vite.

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