Mostra Fotografica

CULTURA

044_RosaSpezzata Forse lo spirito di questa Mostra, organizzata dal Gruppo Artisti Fotografi presso la Sala Riunioni della Biblioteca Ci-vica di Thiene e che, inaugurata sabato 19 maggio, resterà aperta fino al 3 giugno, è stato meglio espresso da mons. Livio Destro, Parroco della Parrocchia del Duomo, il quale ha affermato: “Sono ormai 5 anni che entro ogni giorno nella Chiesa del Rosario, e da queste immagini mi sembra di vedere un’altra chiesa, con particolari che non avevo mai colto.”
Anche l’Assessore alla Biblioteca dott.sa Fiengo, in sede di presentazione, ha sottolineato l’importante funzione sociale di questo gruppo di amanti della fotografia, che ci ripropongono quanto da noi distrattamente visto, sottolineandoci e valorizzando dei particolari e degli scorci che normalmente ci sfuggono.
Entrato nel merito della Mostra, il dott. Ivo Carollo ha parlato di 130 fotografie a colori eseguite da Giuseppe Stella, Bruno Dalle Carbonare, Valter e Luca Borgo relative a due storiche chiese thienesi: la Chiesa del Rosario e la Chiesa della Natività, comunemente chiamata “Ceseta rossa”, annessa al Palazzo Porto-Colleoni-Thiene.
Per la Chiesa del Rosario bisogna dire che con il suo delicato barocco, ben si presta a cogliere la ricca preziosità dei particolari.
Qui tutto, dalle statue all’esterno, al battistero, ai marmi degli altari è di una ricercatezza che la storia ha reso pre-ziosi; con in particolare evidentemente le importanti opere pittoriche del Ballante, restaurate qualche anno fa dalla compianta esperta Paola Munarini.
Ci sono anche due delle tre opere finora conosciute di un altro pittore thienese, Valentino Bassi, che in una delle o-pere si è autoritratto in atteggiamento orante. La terza opera di questo che, forse più che un pittore professionista, era un cartografo della Repubblica Veneta che amava dipingere, si trova nella Chiesa Parrocchiale di Adro, in provincia di Brescia.
Le foto sulla Chiesa della Natività, o Ceseta Rossa, sono preziose perché questa chiesa è raramente aperta, essendo attualmente, citiamo da Ivo Carollo, una cappella gentilizia “chiesa di ragion del casato”, cioè proprietà privata della famiglia Di Thiene.
L’opera che colpisce di più al suo interno è il monumento sepolcrale della nobildonna Teresa Colleoni, scolpito dal ravennate Gaetano Monti, allievo di Antonio Canova, e di cui Clemente di Thiene ha scritto: “La soave espressione del viso, la morbidezza delle membra, le vesti, i muliebri ornamenti trattati con arte squisita, provano la somma perizia dello scultore.”
In particola colpisce la rosa spezzata, con la simbologia della morte di una giovane donna, colta dai nostri fotografi in un momento di luce particolare che la rende quasi di alabastro.
Come dire che, a colori o in bianco e nero, il valore espressivo di una fotografia dipende dall’occhio dell’artista che sta dietro la macchina fotografica.