Mrs. Poe

SCAFFALE

215_PoeBisogna riconoscere che la narrativa proposta dalla editrice Neri Pozza di Vicenza è sempre una garanzia per il lettore; una ulteriore conferma l’abbiamo avuta dalla lettura del romanzo storico “Mrs. Poe” di Lynn Cullen, edito nel maggio del 2014.
Ci sono almeno due aspetti di questo romanzo che ci hanno particolarmente interessato. Il primo è naturalmente la vicenda narrata.
Mrs. Poe è la moglie di Edgar Allan Poe, il famoso scrittore e poeta americano, autore di vari racconti del brivido e del mistero, ma che nel 1845 era diventato particolarmente famoso per un poema su “The Raven” (“Il corvo”), il cui ritornello “nevermore” in quei giorni era sulla bocca di tutti.
Edgar Allan Poe, per sfuggire alle miserie dell’infanzia, a ventisei anni aveva sposato una cugina appena tredicenne, Virginia, che ora nel romanzo ritroviamo a 23 anni, già gravemente malata di tisi.
Mrs. Poe è accudita dalla madre, la signora Clemm, mentre il marito è impegnato nel suo lavoro di editor di una rivista letteraria, in cui ha pubblicato alcuni componimenti della poetessa Frances Osgood, “esile fino alla fragilità”, come la descrive Poe.
Frances, l’io narrante del romanzo, vive con le sue due figlie in casa dei coniugi Bartlett, famosi librai e editori di New York, che l’hanno accolta da loro dopo che il marito, il pittore Samuel Osgood, l’aveva abbandonata, per seguire le sue avventure amorose con gran parte delle donne che da lui si facevano dipingere.
La New York letteraria del tempo aveva il suo salotto più frequentato nella casa di Anne Charlotte Lynch, con riunioni serali al sabato cui, oltre a Frances Osgood, ad un certo punto, osannato da tutti, partecipa anche Edgar A. Poe.
Qui lo scrittore è sprezzantemente critico un po’ con tutti, persino con se stesso e il suo “Corvo”, e in particolare con il poeta più famoso del tempo, Henry W. Longfellow; questo mentre ha sorprendentemente parole di apprezzamento per le poesie della poco conosciuta Frances Osgood, costretta a scrivere per vivere.
Inizia tra loro una relazione clandestina che dalla simpatia crescerà verso un amore impossibile, negato sotto il rigido perbenismo già tutto vittoriano, e inutilmente nascosto dietro lo scambio di poesie d’amore sul Broadway Journal, ma a conoscenza di tutti, compresa la moglie Virginia che, insieme alla vita, sente sfuggirle anche il fascinoso marito.
Al fondo del romanzo sembra esserci la teoria secondo cui un autore, Poe compreso, tende a riprodurre nella sua vita quella realtà che descrive nelle sue opere, non esclusi gli esperimenti di mesmerismo.
Ne risulta un romanzo che per certi versi è un thriller, di cui quindi non possiamo parlare ma che bisogna leggere.
Il secondo aspetto per noi di particolare interesse è la ricostruzione dell’ambiente letterario della New York del tempo, con i suoi salotti e con le grandi e piccole gelosie del sottobosco letterario, fatto spesso di atteggiamenti più che di sostanza, con il gran fiorire di riviste letterarie che pubblicano racconti e poesie di autori emergenti, permettendo a loro di sopravvivere scrivendo, e dove si possono incontrare i grandi nomi della letteratura americana del tempo come Ralph Waldo Emerson, Henry W. Longfellow, William C. Bryant e un giovanissimo Walt Whitman in un settecentesco rendigote.

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