Noli me tangere

SCAFFALE

Noli“Noli me tangere”, la famosa locuzione latina che significa ‘non mi toccare’, è stata adottata come titolo di un romanzo di Andrea Camilleri, pubblicato nel 2016 dalla Mondatori, stavolta in italiano, cioè senza la commistione con il siculo cui l’autore ci ha ormai da tempo abituato.
Al centro della vicenda c’è Laura, giovane e bella, sposata con un famoso scrittore molto più anziano di lei, che la venera, mentre lei non esita a concedersi liberamente ad altri uomini con cui intrattiene relazioni più o meno stabili.
Laura è anche un’esperta d’arte, diventata famosa in ambito universitario per una sua geniale interpretazione di un affresco del Beato Angelico, in cui Cristo sembra dire alla Maddalena “Non mi toccare” (o ‘ Noli me tangere’).
La vita intensa e spensierata di Laura, con interessi culturali ed aspirazioni letterarie, sembra avere dei coni d’ombra quando su di lei cala il ‘ghibli’, cioè un periodo passeggero di profonda depressione in cui vengono meno tutti i suoi interessi.
All’inizio del racconto Laura scompare, e il commissario Maurizi, incaricato dal marito a ricercarla, deve procedere tentando di ricostruire una personalità di donna molto complessa, con molteplici sfaccettature che sembrano farle assumere diverse personalità, quasi non si trattasse della stessa persona.
Ed è appunto ricostruendo queste diverse personalità che il commissario riesce a ricomporre una figura di donna capace di vivere intensamente ogni momento ed ogni occasione che la vita le offre, restando comunque se stessa, con i suoi ghibli passeggeri.
E sarà proprio l’affresco del Beato Angelico, in cui Laura ha intuito il ‘Noli me tangere’ detto da Cristo alla Maddalena, a far capire che la scomparsa della donna che aveva dato adito a varie ipotesi, è frutto di una sua scelta di vita, che naturalmente non ci permettiamo di rivelare.
Emerge da questo romanzo in puro italiano, anzitutto la qualità di narratore di Andrea Camilleri, che si è fatto la gavetta come sceneggiatore, e che qui organizza il racconto secondo sequenze che potremmo dire fortemente cinematografiche, con una serie di quadri collegati dall’indagine del commissario Maurizi.
Ma emerge anche la qualità della narrazione stessa, l’uso di un italiano semplice, stringato, essenziale, ma non per questo meno efficace e non pregno di una profonda sostanza che spazia dall’arte del Beato Angelico, ai versi di Dino Campana, fino al ‘Cocktail Party’ di Thomas S. Eliot.
Come si vede, un Camilleri per certi aspetti molto lontano dalle scorpacciate di pesce di Montalbano, con una profondità di cultura da cui nasce, affinato dal mestiere, il grande fascino della sua narrativa.

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