Nome d’arte Doris Brilli

SCAFFALE

Torna Andrea Vitali con un suo nuovo romanzo; si tratta di “Nome d’arte Doris Brilli” edito dalla Garzanti nel febbraio di quest’anno.
La vicenda è ambientata, naturalmente a Bellano, nel 1928 con il maresciallo Ernesto Maccadò fresco di nomina.
Veramente la storia parte da un po’ più lontano, da quando a Porta Ticinese i carabinieri di Milano hanno arrestato due giovani che si accusano reciprocamente di molestie; lui è un giornalista del giornale del fratello di Mussolini, e quindi automaticamente, a quei tempi, un intoccabile.
Lei dice di essere Desolina Berilli, ballerina e cantante col nome d’arte di Doris Brilli, che in mancanza di documenti viene dai carabinieri ricondotta a Bellano e affidata alla sorveglianza del neo-maresciallo Ernesto Maccadò.
Tutto da immaginare cosa succede in un paese di provincia quando una giovane tutta casa e chiesa, improvvisamente si dà alla bella vita come cantante e ballerina, per quanto di seconda fila e una sera a Milano viene arrestata per sedicenti molestie che un lui dice di aver subito da lei.
Una storia nella storia di questo romanzo è quella della premurosa giovane moglie del maresciallo Maccadò, tutta casa e famiglia, che non riesce ad avere un figlio, diventando inquieta e trasmettendo la sua inquietudine al marito maresciallo.
I nostri lettori sanno bene da quanto siamo da sempre ammiratori di Andrea Vitali, uno scrittore che riesce a procurarci un vero e proprio ‘piacere della lettura’.
Solo che dopo la freschezza narrativa delle prime opere (ricordiamo per tutte “Finestra lungolago”), la sua prosa si è andata appesantendo, con esiti non sempre felici, o comunque non sempre all’altezza della sua fama.
Andrea Vitali, crediamo pressato dall’editore, ha in questi anni sfornato un romanzo dopo l’altro; alcuni, almeno in parte, riproducono lo stile narrativo che abbiamo sempre ammirato, altri invece si appesantiscono e finiscono per perdere in ritmo.
“Nome d’arte Doris Brilli” purtroppo appartiene a questa seconda categoria, con una narrazione lenta, pesante, che a volte sembra servire solo ad accumulare pagine per l’editore.
Non tocca a noi dare consigli ad uno scrittore come Andrea Vitali che ci ha deliziato con molte delle sue pagine; ma da fedeli lettori ci permettiamo di ricordargli che il target del suo scrivere non è l’editore che preme per stampare il suo nuovo romanzo, ma la sua intima soddisfazione di autore che sa dare un sottile piacere a chi lo legge.

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