Non lasciare la mia mano

SCAFFALE

Michel Bussi è un autore che non conoscevamo e di cui recentemente ci è capitato di leggere un suo romanzo “Non lasciare la mia mano” edito nel 2017 tra le Edizioni e/o.
Si tratta di un autore di gialli molto famoso in Francia, che vive in Normandia, dove è nato e dove insegna geografia all’Università di Rouen.
Questo suo terzo romanzo si svolge nell’isola di Réunion, un paradiso tropicale francese in mezzo all’Oceano Indiano.
Tra i tanti turisti che affollano l’isola nella settimana di Pasqua c’è anche la famiglia Bellion composta dai genitori Martial e Liane, e dalla figlia di sei anni Sofa.
Assentatasi dal bordo della piscina per salire nella camera d’albergo, la moglie Liane letteralmente sparisce, lasciando solo tracce di sangue.
Il primo ad essere sospettato è naturalmente il marito Martial, salito anche lui in camera, su cui grava tutta una serie di indizi difficilmente spiegabili altrimenti.
Le indagini sono svolte dalla giovane comandante della polizia locale, Aja Purvi, aiutata dal sottotenente Christos Konstantinov, il tipico poliziotto indagatore ben addentro nella malavita locale e acuto psicologo.
La trama del romanzo è sostanzialmente la storia della rocambolesca fuga di Martial, con la figlia Sofa, che passano pericolosamente tra le maglie della polizia, attraversando l’ambiente tropicale e il paesaggio lunare dell’isola vulcanica, nel tentativo di arrivare ad un misterioso appuntamento che a Martial è stato comunicato tracciando i dati sulla polvere del lunotto posteriore dell’auto che aveva preso a noleggio.
La fuga è resa difficile dalla presenza della figlia Sofa, la quale a poco a poco si convince che il padre abbia ucciso la madre, per quanto questi continui a promettergli che, se farà come dice lui, la rivedrà.
Visti gli scarsi risultati delle ricerche da parte dell comandante Aja Purvi e del suo aiutante Christos, viene predisposto un massiccio spiegamento di forze di polizia, aiutate anche da elicotteri.
Intanto Christos viene avvisato dalla sua amante Imelda, una madre di cinque figli che ama sviscerare gli intrighi misteriosi, che forse l’assassino di Liane va ricercato altrove, collegandolo con la tragica morte per annegamento di un figlio che Martial aveva avuto dalla prima moglie.
A questo punto non possiamo proseguire, per non rivelare la fine di un racconto che è tutto pieno di suspense, persino troppo per i nostri gusti.
Piacevole anche la capacità di Michel Bussi di collegare la suspense con l’ambientazione dei vari luoghi dell’isola.

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