Non se ne può più

ATTUALITÀ

277_GianniniL’avevano già capito a suoi tempi del Psi di Craxi e Martelli, che per coprire i propri limiti politici bisogna ostentare la forza dell’ottimismo (“l’ottimismo della ragione” si diceva allora), coprendo con una vernice di vuota fiducia tutto ciò che manca o non va bene.
Questo atteggiamento è persino più amplificato da Matteo Renzi, i cui discorsi sembrano altrettanti bollettini della vittoria, annunci di continue gloriose conquiste, dando del disfattista o del gufo a chi proprio non riesce a partecipare ai suoi entusiasmi; lo stesso si dica per le sue minestrine, che ripetono come le pecore di Orwell di stare facendo le “riforme per cambiare l’Italia”, nella presunzione di sapere come fare.
“Renzi come Berlusconi: via l’Imu” titolava il Giornale di Vicenza di qualche giorno fa; mai cosa fu più vera, anche se togliendo l’Imu Berlusconi vinse sì le elezioni, ma fece un governo che dovette essere fatto dimettere per disastrosa incapacità del premier dal presidente Napolitano.
Noi, l’abbiamo detto più volte, non siamo contro le riforme; solo che non ci basta si parli con enfasi di “buona” scuola per entusiasmarci. Sappiamo perfettamente che ogni sistema scolastico, il nostro compreso, pur contenendo delle eccellenze, per sua natura va continuamente riformato, adeguandolo alla realtà del nostro tempo in continua evoluzione.
E allora prima facciamo la riforma, mandiamo in classe insegnanti preparati, valutiamo dai risultati come insegnano, e dopo, se è il caso, potremo parlare di “buona scuola” senza che l’aggettivo non sia nulla più di un’etichetta
Sul Jobs Act sentiamo a iosa le lodi sperticate dei Renzi Boys e naturalmente degli imprenditori che, con l’abolizione dell’art.18, hanno finalmente conquistato il ‘diritto di licenziare’ liberamente, anche di fronte ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato; poi veniamo a sapere che in realtà i posti di lavoro non sono significativamente aumentati, che al massimo c’è stata solo la trasformazione di molti contratti dalle condizioni precedenti a quelle previste dal Jobs Act.
Il premier Renzi va in giro per l’Italia a dire che siamo fuori dalla crisi perché il pil è aumentato dello 0,2%, venendo ridimensionato nel suo “ottimismo ad oltranza” dal suo stesso ministro dell’economia il quale afferma pubblicamente che uno ‘0 virgola’ non significa che siamo fuori dalla crisi.
A volte di fronte all’ottimismo ad oltranza di Renzi ci sembra di avere una ‘percezione fallace’, come la chiamava Berlusconi, della realtà in cui viviamo, quasi fossimo su un altro pianeta; siamo un po’ come gli albanesi di Gianantonio Stella che venivano in Italia perché credevano fosse quella che vedevano in televisione

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