Not in my name! (non a nome mio)

ATTUALITÀ

Abbiamo riesumato uno slogan americano dei tempi della guerra del Vietnam, uno slogan che i giovani Usa gridavano contro chi pretendeva di agire a nome di tutti gli Americani; “not in my name” (non a nome mio) gridavano per dire: voi non ci rappresentate, perché noi siamo diversi e la pensiamo diversamente.
Lo slogan ci è tornato in mente da quando, dopo aver smesso di prometterci addirittura la “felicità”, i premier-dimezzati Di Maio e Salvini si sono messi a sproloquiare a nome degli Italiani, assurdamente arrogandosi la pretesa di rappresentarci tutti, cioè di parlare ed agire a nome di tutti noi.
E allora è venuto il momento di dir loro, chiaro e forte, “Signori, voi non ci rappresentate per niente, non potete pretendere a parlare a nome nostro.”
Se c’è qualcuno che istituzionalmente, e solo in certe e ben specifiche situazioni, è chiamato a rappresentarci come Popolo Italiano, questo è solo il Presidente della Repubblica, e non certo il premier inesistente, ed ancora meno i due premier dimezzati di un governo di passaggio, come tutti i governi.
Il 4 marzo 2018 la Lega di Matteo Salvini ha ottenuto il 17% dei consensi da parte degli elettori; Luigi di Maio ha raccolto il 32%. Insieme, con i decimali, fanno tra il 49 e il 50%; il 50%, si badi bene, del 72% degli elettori italiani che hanno espresso il loro voto.
Esiste quindi un 28% di elettori che, per motivi diversi, non si sono nemmeno recati alle urne, mentre fra il 72% che ha votato, Lega e Movimento 5Stelle rappresentano il 50%.
Noi apparteniamo, non ce ne vogliano, all’altro 50%, a chi cioè, giusto per chiarire, non ha votato né Lega né il Movimento di Di Maio.
E allora, che diritto hanno di continuare ad interpretare e dichiarare quello che vogliono gli Italiani, noi compresi; con loro buona pace, rappresentano solo chi li ha votati, non gli altri.
L’altra sera, intervistato in un tg Rai, l’onnipresente puppet Matteo Salvini ha esordito dicendo “gli Italiani e la Lega pensano…”; avrebbe dovuto dire “gli Italiani, meno uno,…” perché almeno noi la pensiamo diversamente. Se ne faccia una ragione… da Matteo Salvini noi, come cittadini Italiani, non ci sentiamo in nessun modo rappresentati, per quanto lui abbia sempre in bocca lo slogan, copiato da Donald Trump, “Prima gli Italiani”.
Anche perché, proprio di questi giorni, questo slogan sta producendo una manovra economica che rischia concretamente di metterci contro tutti gli altri 26 Stati della Comunità Europea.
Noi, già da ora, siamo pienamente avvertiti che toccherà agli Italiani (stavolta si legga pure tutti gli Italiani), pagare salato il contro del disastro economico verso cui questo governo ci sta precipitando (lo spread oltre i 300 punti ci è già costato qualcosa come 145 miliardi di euro); ma almeno abbiano la decenza di dire che questa politica economica è una scelta tutta loro, se volete di chi in loro ha fiducia, ma, per piacere, … non degli Italiani! Not in my name!

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