Omu Cani

TEATRO

OmuCaniForse la serata della recente presentazione di “Omu Cani”, un monologo teatrale di e con Davide Dolores, al Teatro Comunale di Thiene va considerata sotto diversi aspetti, e non solo sul piano puramente teatrale.
Sul piano dello spettacolo, Davide Dolores ha avvinto con una sapiente dosatura delle parole, comprese quelle in dialetto siciliano, e dei gesti, un pubblico interessato a questa strana storia che veniva sviluppata sul palcoscenico.
Con un curricolo di tutto rispetto, Davide può essere considerato un attore maturo, forse a volte ancora un po’ scolastico, ma certamente efficace nella resa drammatica, con un sapiente gioco delle pause, dei toni, e con i movimenti essenziali, quelli che servono e non uno di più, ma che nel contempo diventano anche simbolici.
Pagato doverosamente il debito di ammirazione per l’interpretazione di Davide Dolores, entriamo nella vicenda narrata, che Davide ha elaborato partendo da un racconto del padre, Pippo Dolores, adattandolo alle necessità teatrali.
È la storia di un clochard di Mazara del Vallo, Tommaso, che tutti chiamavano “Omu Cani” perché se qualcuno gli offriva qualcosa, lui voleva che lo gettasse per terra, da dove raccoglierlo, proprio come fa con un cane.
Tommaso sostava tutto il giorno nella piazza di Mazara,
una figura innocua e pacifica diventata per tutti parte del paesaggio.
Su questo personaggio naturalmente si sono sviluppate leggende, più o meno credibili, la più accreditata delle quali era che Tommaso in realtà fosse in incognito, lo scienziato Ettore Majorana, facente parte del gruppo che con Enrico Fermi, sviluppò gli studi sulla bomba atomica; sembra che lo scienziato, sentendo il peso della colpa per l’invenzione cui aveva contribuito, sia scomparso in mare, forse suicida, in un viaggio sul traghetto che da Palermo lo stava portando a Napoli. La fantasia popolare arrivò a identificarlo con l’omu cani di Mazara; non per niente Tommaso, oltre a parlare più lingue, si esprimeva in un perfetto italiano ed era anche molto bravo in matematica.
L’identificazione di Tommaso con Ettore Majorana a Mazara del Vallo, come leggenda popolare, ha resistito anche dopo che si è dimostrata infondata.
Eppure ancor oggi alla gente del posto piace credere che l’avvilimento auto-impostosi dall’omu cani, sia quasi una ricerca di espiazione di chi sente il peso di una grave colpa, tanto che, come ha raccontato Davide, nella tomba di Tommaso nel cimitero di Mazara, sotto il nome, qualcuno ha applicato un’etichetta con inciso “Ettore”.
È proprio in questo voler ostinatamente credere a qualcosa che si sa non corrisponde alla verità, ma che ci piacerebbe fosse vero, che sta il fascino del monologo drammatico messo in scena da Davide Dolores, che con una padronanza drammatica sorprendente, ha ricreato la leggenda popolare dell’omu cani; una leggenda a cui, sfruttando la sognante magia del teatro, è bello credere anche se si sa non essere vera.

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