Orrore in Pakistan!

ATTUALITÀ

205_OrroreFarzanaSono purtroppo quotidiane le notizie di fatti di violenza contro le donne in Pakistan.
Solo in questi ultimi giorni una giovane giornalista è stata sgozzata, mentre una attrice che vuole testimoniare il suo tempo e la sua libertà, magari con un preservativo, è costretta a vivere a Londra sotto scorta perché c’è l’ordine, dato dalle autorità religiose, di stuprarla o sfigurarla.
Sempre in Pakistan, la notizia è di ieri, due ragazzine di 14 e 15 anni vengono stuprate dal branco, per essere poi impiccate!
Eppure, in mezzo a tutto questo orrore quotidiano, siamo stati fortemente colpiti dalla tragica vicenda di Farzana Parveen, lapidata dai parenti alla presenza del padre a Punjab, nel Pakistan.
Farzana era una ragazza di 25 anni che assisteva i 5 figli di Iqbal, un vedovo di vent’anni più di lei. I due si erano innamorati e si erano sposati, non perché lei fosse stata costretta ma per amore, tanto che la ragazza era al terzo mese di gravidanza.
Il padre di Farzana era invece convinto che la figlia fosse stata rapita e costretta alle nozze da Iqbal, tanto che l’aveva denunciato al tribunale.
Ed è proprio davanti al tribunale che si è svolto il tragico epilogo. Qui Farzana era stata convocata in seguito alla denuncia del genitore, e mentre col marito saliva i gradini è stata affrontata da una ventina tra fratelli, zii e cugini, guidati dal padre. Lei ha tentato di fuggire, ma il fratello dopo averle sparato addosso col fucile, mancandola, l’ha rincorsa fino a farla cadere a terra. Qui i parenti hanno cominciato a colpirla con il lancio di mattoni di un vicino cantiere, per poi finirla a colpi di bastone.La polizia è arrivata solo per portar via in un’ambulanza un fagotto infiorato con dentro il cadavere di Farzana.
Solo il padre della ragazza, se così merita ancora di essere chiamato, è stato arrestato dalla polizia, tutti gli altri sono ricercati; lui, il padre, tronfio ha spiegato “Aveva insultato la famiglia, si era sposata senza il nostro consenso, non ho rammarico.”
Anche gli autori dell’omicidio sono ricercati dalla polizia; ma per loro si tratta di un problema di poco conto, perché in Pakistan le sentenze in casi di “delitti d’onore” sono in genere miti, quando non si risolvono in assoluzioni, soprattutto se si tratta di maschi.
Zia Awan, avvocato e sostenitore dei diritti civili, dice che in Pakistan lo scorso anno ci sono stati 869 casi di donne uccise per “delitti d’onore”.
Per noi è terribile pensare che esistano ancora paesi, magari con pretese di essere civili perché hanno il computer e l’Internet, dove le donne possono finire il loro sogno d’amore, un loro libero progetto di vita, sotto una pioggia di mattoni scagliati da clan famigliare, solo perché il padre non è d’accordo con la loro scelta.

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