Penso che un sogno così…

TEATRO

Il secondo spettacolo della 39^ Stagione Teatrale Thienese è stato, a dirla con Domenico Modugno, “meraviglioso”!
“Penso che un sogno così….” scritto da Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni, con l’ottima e sicura regia di Giampiero Solari, attraverso un testo semplice ed emozionante, racconta non solo la storia di Domenico Modugno, ma soprattutto l’amore che Beppe Fiorello ha per suo padre Nicola, il vero protagonista di questo spettacolo, grande ammiratore e interprete appassionato del cantante.
“Le musiche di Modugno sono state le colonne sonore della mia vita, mio padre lo cantava sempre e io fin da piccolo sono stato rapito dalla sua musica sono cresciuto e diventato grande con loro”, Beppe racconta attraverso canzoni e aneddoti la sua storia personale intrecciata con la realtà meridionale e il boom economico dell’Italia negli anni ‘60.
Lo fa dialogando con un immaginario “picciriddu” che scopriremo essere lui stesso, un ragazzino timido, e pieno di paure, chiuso in se stesso, e che aveva come ”sogno“ quello di inseguire le proprie passioni: il cinema, il teatro e la musica .
Beppe Fiorello ci incanta; il suo è uno spettacolo elegante, tutto gli viene bene, tiene la scena per due ore è energetico e commovente, ora è se stesso, un timido”picciriddu”, ora è suo padre, ora è Domenico Modugno.
Fa impressione la sua somiglianza con il cantante.
Accompagnato da due fantastici chitarristi, Giuseppe Bonaviri e Fabrizio Palma, ci regala pezzi indimenticabili come “Amara terra mia”, “Resta cu mme”, “Tu si ‘na cosa grande”, ecc.
La platea canta e ritma con lui le canzoni di Mimmo, che sono pura poesia; solo un grande può scrivere e cantare l’amore d’un “pisci spada”, paragonare i ricci di una donna ai suoi capricci, parlare di grilli che cantano alla luna.
La scenografia, ricca di effetti visivi, ricorda il suolo lunare, con pannelli mobili che si spostano con armonia e coordinazione.
Molto suggestiva la rievocazione delle luminarie per la festa di San Giuseppe, patrono del paese, così come lo scorrere di foto di famiglia.
Nell’emozionante finale dall’alto cala sulla scena la famosa giacca color carta da zucchero che la Signora Franca, vedova Modugno, ha donato a Beppe Fiorello.
Con questa prova teatrale possiamo dire che Beppe Fiorello ormai vive di luce propria, non è più il fratello di…
E lui nostalgicamente si accomiata regalandoci una perla, la ballata del ”Vecchio frack”, una canzone che noi curiosando abbiamo trovato Domenico Modugno ha scritto ispirandosi ad un fatto vero, al suicidio del nobile Principe Raimondo Lanza di Trabia.
Platea in visibilio e scroscianti applausi… meritatissimi per uno spettacolo che rimarrà a lungo nei nostri cuori.

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