Più viva che mai

SCAFFALE

VitaliIl romanzo natalizio di Andrea Vitali, a dirla tutta, non è stato all’altezza delle sue conclamate qualità, che gli abbiamo sempre conosciuto, facendone uno dei nostri romanzieri preferiti.
Stiamo parlando del corposo romanzo dal titolo “Viva più che mai”, edito come sempre dalla Garzanti nel novembre 2016.
Non è solo la corposità (oltre 500 pagine) di quest’ ennesima fatica letteraria del medico di Bellano, è soprattutto la pesantezza del narrare in un autore che ci aveva abituati soprattutto alla leggerezza narrativa, che non esclude certo profondità di pensiero sapientemente mescolato allo humour di chi evidentemente ama le persone e i luoghi in cui la vicenda è situata.
Una vicenda narrata che non è facile riassumere, in quanto vi si intersecano più storie, tutte facenti riferimento al lago di Como su cui Bellano si affaccia.
Protagonista del romanzo è un personaggio irrisolto (al secolo Ernesto Livera) dal significativo nome di “Il Dubbio”, che campa di espedienti, non escluso il contrabbando di sigarette importate dalla Svizzera attraverso il lago, mentre la madre lo vorrebbe dedito ad un lavoro sicuro.
Così capita che una notte, in un viaggio con la sua barchetta, dotata di un piccolo motore, il Dubbio sbatte con la prua contro il cadavere di una donna, che riesce a trarre a riva.
Non sapendo cosa fare, per niente lo chiamavano il Dubbio, l’Ernesto si rivolge al medico condotto del paese, il dottor Lonati, che avverte i carabinieri, i quali recatisi sul luogo indicato da Ernesto, non trovano nessun cadavere.
È la lunga e meticolosa ricerca di un cadavere che non c’è che impegna per tutto il romanzo non solo i carabinieri, ma anche il dottor Lonati, senza dimenticare uno strampalato venditore ambulante e la fidanzata, più inventata che reale, del nostro Ernesto; di più, per ragioni di suspense, non si può dire.
Della agilità narrativa di Andrea Vitali, quella che ci aveva attratti fin dai tempi di “La finestra vista-lago”, in questo romanzo è rimasto solo la strutturazione per brevi capitoli, a volte di mezza pagina, ma non il fluire della narrazione, che qui risulta lenta e appesantita, soprattutto se si considera che il romanzo avrebbe la pretesa di essere un thriller, con tanto di cadavere che non si sa se ci sia.

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