Posti in piedi in Paradiso

CINEMA

CARLO VERSONE
”Credo che sia uno dei copioni piu’ belli che abbia mai scritto”, dichiara Verdone. “Il film ha una parte seria e una ironica ed e’ ambientato a Roma con una parte finale a Parigi”.
Si tratta del film “Posti in piedi in Paradiso” recentemente proiettato al Cinema S. Gaetano di Thiene, nell’ambito dei Cineincontri 2012.
La vicenda narrata è quella di Ulisse (Carlo Verdone), Fulvio (Pierfrancesco Favino) e Domenico (Marco Gial-lini), tre padri separati, costantemente alle prese con gli alimenti e le spese di mantenimento di ex mogli e figli.
Ulisse, è un ex discografico di successo, costretto a vivere nel retro del suo negozio di dischi in vinile e che arrotonda le scarse entrate vendendo “memorabilia” su e-bay. Ha una figlia, Agnese che vive a Parigi con la madre Claire, un’ex cantante.
Fulvio, ex critico cinematografico, scrive di gossip e vive presso un convitto di religiose. Anche lui ha una bambina, di tre anni, che non vede quasi mai a causa del pessimo rapporto con l’ex moglie Lorenza.
Domenico invece, in passato ricco imprenditore, è oggi un agente immobiliare che dorme sulla barca di un amico e, per mantenere ben due famiglie, fa il gigolo con le signore di una certa età. Ha un rapporto conflittuale con i due figli più grandi ed è perennemente in ritardo con gli alimenti da versare alla sua ex moglie e all’ex amante Marisa, da cui ha avuto un’altra figlia.
In un incontro casuale, durante la ricerca di una casa in affitto, Domenico capisce di avere incontrato due poveracci come lui e propone ad Ulisse e Fulvio di andare a vivere insieme per dividere le spese di un appartamento. Inizia così la loro convivenza e la loro strana amicizia.
Una sera, dopo uno dei suoi “tour de force” amatori, Domenico si sente male. Ulisse e Fulvio chiamano il pronto intervento che si presenta nelle vesti di una avvenente cardiologa quanto improbabile, Gloria (Micaela Ramazzotti), che, mollata poco prima dal fidanzato, arriva in uno stato pietoso. Tra lei ed Ulisse nasce fin da subito una particolare sintonia; insomma un incontro perfetto tra due disastrati nelle relazioni sentimentali.
Dopo una serie di avventure tragicomiche, per i tre uomini giunge il momento di fare i conti con le proprie responsabilità. In loro aiuto arriveranno i figli…
È risaputo che un autore non è il miglior critico di se stesso, ma in questo caso noi non ricordiamo un copione di Carlo Verdone che sia stato peggiore di questo “Posti in piedi in Paradiso”. Le situazioni sono banali e banalmente trattate, gli attori (salvo forse Domenico) non sono all’altezza delle loro capacità; insomma una serie confusa di vicende inconsistenti, che alla lunga annoia, con in più il solito vezzo di Carlo Verdone di usare i suoi film per fare della pubblicità occulta, ciò che a noi disturba molto.