Presidente Monti, lei non ce la conta giusta!

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Presidente Monti, abbiamo sempre più l’impressione che lei e il suo governo non ce la contiate giusta, magari nascondendovi dietro il paravento del rigore per le vostre scelte tecniche, che presentate come dovute e obbligate.
Ormai possiamo dire che di quel programma all’insegna dei “sacrifici con equità” che lei da subito ci ha promesso al momento del suo insediamento, abbiamo visto i sacrifici (e tanti) ma non l’equità; anzi per dirla tutta, almeno finora, il suo governo, osannato in Europa e da Obama, a parte i risultati concreti che non si vedono, manca soprattutto di equità sociale, vorremo dire in modo quasi programmatico.
Noi siamo di quelli che ogni giorno dobbiamo fare i cosiddetti conti della serva, quelli che secondo Berlusconi hanno una percezione fallace della realtà, di fronte alle magnificenze del liberismo sociale di Tremonti.
Un esempio. Per il terremoto in Emilia è stato aumentato di 1 centesimo il costo della benzina; non sarebbe niente, ci mancherebbe, se si trattasse di un centesimo; ma in regime di prezzi non controllati, i trasportatori si rifanno del centesimo a loro piacere sulle merci trasportate, con i grossisti che quasi piangendo devono a loro volta alzare i prezzi all’ingrosso e i dettaglianti che dicono che non ce la fanno più e aumentano i prezzi che noi siamo poi costretti a pagare. Come dire che quel centesimo che era poco, è diventato molto di più, i conti li faccia lei; e allora chi ha le “percezioni fallaci” sulla realtà, chi parla di 1 centesimo (l’unico forse che arriva ai terremotati) o noi che paghiamo un tot di aumento dei costi indotti, più 1 centesimo.
Noi non crediamo che, da tecnico, queste cose lei non le sappia, sarebbe grave se non le vedesse; e allora perché in tv diventa così berlusconiano da parlare di 1 centesimo.
Recentemente l’ho sentito lamentare che è diminuito il gettito dell’Iva; lasciando perdere chi non la paga perché è evasore, crediamo che lei sappia che in definitiva l’Iva la paga chi compra, anche se a malincuore la versa chi vende, naturalmente quando la versa.
E allora se aumentano i prezzi, aumentano le tasse (siamo i più alti in Europa, lei dovrebbe saperlo), a noi, senza essere tecnici, sembra giocoforza che si vengano ad avere meno soldi da spendere per comprare, calano i consumi, le fabbriche chiudono, ecc. E lei, tecnico, pensa di risolvere il problema con l’aumento di un punto dell’Iva?
Un altro punto è la riforma del lavoro, con il sua ministro Fornero che, più vispa della Vispa Teresa, abbraccia tutti ridente e commossa perchè la riforma del lavoro è passata in uno dei rami del Parlamento, mentre pensa già alla libertà di licenziare anche nella pubblica amministrazione; neanche Brunetta si era spinto a tanto.
Ci abbiamo pensato su, per non fare la figura degli allocchi, e non riusciamo a convincerci che un lavoratore licenziato rappresenti in qualche modo un miglioramento dell’occupazione.
Come vede, agli occhi dei non-tecnici, le percezioni fallaci fanno vedere il lavoratore non solo appesantito da tasse, contributi, Imu, Iva e quant’altro, che non riesce a farcela a mantenere la famiglia perché quello che gli resta è sempre meno, mentre una incattivita ministra Fornero invoca ossessivamente la libertà di licenziarlo